Il Tar Puglia riapre in tutta la regione le scuole chiuse da Emiliano

PUGLIA – Il Tar Puglia revoca l’ordinanza della Regione Puglia che ha disposto la chiusura delle scuole. Da lunedì gli studenti di primarie e medie potranno tornare sui banchi di scuola. Accolto il ricorso del Codacons di Lecce. Ma sembra sia già pronta una nuova ordinanza del Governatore.

La Terza Sezione del TAR di Puglia ha accolto,, il ricorso presentato dal Codacons di Lecce e da alcuni genitori della Provincia, con il patrocinio dell’Avv. Luisa Carpentieri fissando una udienza camerale per il 3 dicembre 2020. Gli studenti di primarie e medie della Puglia potranno, dunque, tornare sui banchi di scuola, anche se sembra sia già pronta una nuova ordinanza del governatore Emiliano.

“L’auspicio , per il Codacons, è che la Regione voglia riconsiderare la propria posizione allineandosi ai complessi parametri fissati dal Governo per la definizione delle criticità epidemiologiche nelle varie zone del paese consentendo agli studenti salentini la regolare ripresa della didattica.

Il Tar per la Puglia ha deliberato seguendo tre diversi ragionamenti: la Classificazione arancione della Regione Puglia consente, secondo il recente DPCM, la didattica in presenza e non vi sono ragionevoli ragioni per discostarsi da tale valutazione operata a livello di Governo Nazionale. Il TAR evidenzia come la didattica possa svolgersi per le scuole elementari e parte delle medie anche nelle zone classificate rosse; la motivazione dell’Ordinanza Regionale non è tale da superare le adeguate valutazioni operate in sede di DPCM; la difficoltà che hanno molte famiglie di seguire la DAD si traduce in una sostanziale interruzione delle attività didattica e dei servizi all’utenza scolastica tanto da giustificare il provvedimento d’urgenza e la necessaria legittimazione del Codacons di Lecce.

“In generale, – sottolina l’avvocato Luisa Carpentieri – non sussistono ragioni perchè la Regione non debba allinearsi alle decisioni nazionali”.

“E’ evidente –rileva l’avv. Pietro Quinto, autore di un ricorso nell’interesse di numerosi genitori il provvedimento di chiusura delle scuole del primo ciclo con l’imposizione della didattica a distanza- che la nuova ordinanza è un atto dovuto. Ciò perchè la precedente ordinanza era stata emanata anteriormente al nuovo DPCM, che ha fornito una disciplina organica per tutte le regioni, prevedendo una classificazione delle stesse nelle tre fasce individuate in relazione all’andamento della curva epidemiologica. In tutte e tre le fasce – come denunciato nel ricorso giurisdizionale- è stata prevista la didattica in presenza anche nelle scuole elementari e medie inferiori. Sicchè –come è stato rilevato nella impugnativa dell’Ordinanza- la stessa appare incongrua e comunque in contrasto con un atto amministrativo di portata generale e di rilevanza superiore. Per il legale, non può il Governatore della Puglia invocare la previsione contenuta nel DPCM che farebbe salve misure più rigorose, considerato che il riferimento è alle misure dello stesso DPCM, con la conseguenza che, non essendo previsto dal Decreto il blocco della didattica in presenza né in via generale né con riferimento alle varie zone, non puòapplicare una misura più restrittiva che contrasta con il DPCM.

“Insomma in ogni caso -conclude l’avv. Quinto- per il ripristino della legalità Emiliano ha il dovere di modificare l’ordinanza del 27 ottobre in modo coerente con la disciplina statale ed in tal senso si auspica che la nuova ordinanza rettifichi il precedente provvedimento. E’ evidente che se ciò non avvenisse anche la nuova Ordinanza sarebbe oggetto di ulteriori ricorsi giurisdizionali ”.

Contro l’ordinanza di Emiliano anche l’Avvocato Alberto Pepe che ha presentato ricorso per conto di alcuni genitori , un altro dei tanti piovuti in queste ore e che oggi dichiara: “La decisione del Tar Puglia di sospendere l’efficacia dell’ordinanza di Michele Emiliano di fatto indebolisce la prova di forza che il governo regionale ha portato avanti pure a valle delle indicazioni assunte a livello nazionale in ordine alla opportunità che le scuole rimanessero aperte anche nelle zone più a rischio. Pare quasi uno scontro istituzionale che probabilmente si sarebbe potuto/dovuto scongiurare, ove tutte le istituzioni si fossero sedute ad un tavolo provando a ragionare sulla base di Interessi comuni, quali sono quelli costituzionalmente garantiti dalla nostra carta. Purtroppo ancora una volta si è reso necessario l’intervento del potere giudiziario a ripristinare la Legittimità dei provvedimenti amministrativi”.

E tornano a scuola anche i bambini delle scuole primarie e medie Leccesi, nonostante il Tar di Lecce avesse respinto una richiesta di sospensione dell’ordinanza della Regione presentata da alcuni genitori salentini.  “Potrebbero essere respinti anche 100 ricorsi al Tar, ci ha spiegato l’avvocato Cristrian Sturdà, ma se solo uno viene accolto il provvedimento, che è unico, viene sospeso o annullato. In questo caso si tratta di una sospensiva, perciò viene sospeso”.
Quindi, come detto, studenti di primarie e medie Pugliesi tutti a scuola in presenza.

 

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