MATINO – All’interno della loro autorimessa avevano posto in essere un’attività di gestione di rifiuti non autorizzata. In cosa consistesse è presto detto: nella raccolta ed il deposito di veicoli fuori uso o parti di essi, stoccati per la maggior parte su un terreno privo di qualsiasi protezione e prodotti dall’attività non autorizzata di autodemolizione. Per questo motivo gli agenti del Commissariato di Gallipoli hanno denunciato due fratelli di Matino, di 51 e 63 anni, titolari dell’autorimessa sita nel loro stesso paese-
Dall’attività di controllo amministrativo, è anche emerso che, stoccate lungo il perimetro interno dell’autorimessa e senza alcuna apposita protezione, c’erano numerosissime parti di veicoli smontati (parafanghi, sportelli, batterie, gomme usate ed altro).
All’interno di un capannone, inoltre, gli agenti hanno rinvenuto attrezzature per lo smontaggio dei veicoli e numerosi organi di motori, cambi e batterie al piombo tutti posizionati per terra senza nessuna protezione.
Durante lo stesso controllo, i poliziotti hanno poi notato un furgone posizionato all’ingresso del capannone che conteneva numerose parti di una stessa vettura.
Ascoltato subito il conducente del furgone, un 46enne brindisino, lo stesso ha confessato agli agenti di essere l’autore del furto e dello smontaggio dell’autovettura che, da controlli in banche dati, è risultata rubata a Martano nel giugno scorso.
Per questo motivo, il conducente brindisino del furgone, anch’esso tra l’altro risultato rubato a Porto Cesareo 2 anni fa, è stato denunciato per il reato di furto dell’autovettura ritrovata smontata all’interno del furgone.
È stato individuato anche il responsabile delle modifiche effettuate al telaio del furgone, in modo tale da occultarne la provenienza: si tratta di un 25enne del Brindisino, denunciato per il reato di riciclaggio.
