BRINDISI – Avrebbe dovuto tenersi in mattinata l’incontro in Regione, a Bari, tra Eni Versalis, il Comune di Brindisi e, appunto, rappresentanti regionali, in merito a quanto accaduto a Brindisi negli scorsi giorni, quando i cittadini hanno denunciato odore acre e aria irrespirabile in tantissimi quartieri del capoluogo messapico.
Ma l’incontro non si è tenuto, perché l’azienda ha chiesto al sindaco di ritirare l’ordinanza con la quale ha bloccato l’impianto del petrolchimico.
Versalis ha presentato un’istanza in autotutela, chiedendo di riesaminare l’ordinanza e attivare un tavolo di confronto, ribadendo la sua estraneità ai dati Arpa, che hanno riscontrato quantità eccessive di benzene e toluene nell’aria nei giorni in cui l’impianto era fermo per manutenzione. “Al momento dell’emissione dell’ordinanza lo stabilimento era a regime ridotto di attività e l’impianto di Stream Cracking P1Cr in manutenzione programmata- scrive Versalis nell’atto di autotutela- La Società ribadisce che le attività di normale esercizio e di fermata dell’impianto di stream cracking per la produzione di Etilene e Propilene P1CR sono avvenute e avvengono nel pieno rispetto delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dall’autorità ministeriale competente e che non vi sia stato alcun impatto o peggioramento dell’aria- ambientale riconducibile all’attività dello stabilimento Versalis”.
Il sindaco Rossi non ci sta, non intende ritirare l’ordinanza e il fatto che non si sia tenuto l’incontro in Regione è per lui un atto gravissimo da parte di Versalis, che è un’azienda di Stato.
Nel servizio, le sue dichiarazioni.