CASARANO- La consulenza tecnica di parte affidata al perito, l’ingegnere Luigina Quarta, e depositata nelle scorse ore scagionerebbe Giuseppe Moscara, 24 anni, arrestato il 4 novembre scorso per il tentato omicidio di Antonio Amin Afendi, raggiunto da dieci colpi di kalashnikov il 25 ottobre del 2019 durante un agguato in via Manzoni nel centro di Casarano.
Secondo il perito e secondo il difensore di Moscara, l’avvocato Simone Viva, l’uomo che spara dal finestrino mentre è seduto sul lato guida dell’Audi e che scende per inseguire la vittima che nel frattempo fugge non sarebbe la persona che è stata arrestata dai carabinieri dopo qualche giorno. La perizia è stata effettuata sia attraverso l’analisi del filmato ripreso dalle telecamere che quella sera hanno immortalato l’intera scena, sia attraverso l’esame delle celle telefoniche che hanno agganciato il telefonino di Moscara e che avrebbe dimostrato come il ragazzo fosse da tutt’altra parte. L’uomo che spara, vestito di nero e con il volto travisato, avrebbe avuto inoltre, secondo la perizia antropometrica, fattezze fisiche, come altezza e struttura corporea, diverse da quelle di Moscara il quale sarebbe molto più robusto e dalla conformazione diversa. Due sagome differenti quindi che messe a confronto portano la difesa a ritenere che non si tratti della stessa persona.
Il killer, che si muove anche trascinando la gamba sinistra come se avesse difficoltà, difetto che Moscara non ha, era sicuramente l’unica persona presente nell’auto. Il suo volto e le sue fattezze erano state riconosciute dagli investigatori grazie al video. Moscara è un nome già noto alle forze dell’ordine che indagano sulla criminalità organizzata dell’hiterland di Casarano e in quell’ambiente è stato inquadrato il tentato omicidio di Antonio Amin Afendi, secondo gli inquirenti uomo di Augustino Potenza