Esami e interventi rimandati, si studia una fase II per gestire le liste di attesa

BARI – Il numero esatto non è ancora definito ma certamente si tratta di centinaia tra interventi, visite specialistiche ed esami diagnostici rimandati dall’8 marzo per effetto del dilagare della pandemia da coronavirus, anche in Puglia. Per gestire le inevitabili liste di attesa, occorrerà anche per questo aspetto, pianificare una fase II.

Non si comincerà sin da subito. La struttura dell’assessorato regionale alla Sanità ha fissato come barra temporale l’azzeramento dei contagi nelle case di riposo. O per lo meno, lo spegnersi dei focali all’interno delle rsa. Secondo le previsioni ci vorranno ancora una decina di giorni perché questo si verifichi. Solo allora si potranno fare i conti precisi e capire quanti sono effettivamente Asl per Asl, gli interventi d’elezione, gli esami diagnostici e le visite specialistiche sospese perché, appunto, non urgenti.

Una lista di attesa lunga è ciò che ci si aspetta, senza troppe illusioni. Il fattore che aiuterà a smaltire, però, è che nel frattempo dall’8 marzo nessun medico ha richiesto nulla. Ciò che è stato prescritto aveva carattere di urgenza e, quindi, si è doverosamente svolto. Ciò che non era urgente non è stato prescritto, questo ha permesso di non accumulare ulteriore attese. Fatto sta che molti cittadini, nel frattempo, avranno comunque avvertito la necessità di avere dei consulti che ci si aspetta, alla ripresa, potranno accumularsi nuovamente.

Come gestirle? “Mettendo fuoco alle macchine”, dicono dal palazzo di via Gentile. Ciò che si prospetta sarà una ripresa programmata per patologie e prestazioni. Anche qui dettate da criteri prioritari. Se non dovesse bastare si chiederà il sostegno massimo a tutte le strutture, anche private, che oggi sono attive sul territorio. “Per l’emergenza coronavirus ci sono state molte assunzioni – spiegano dalla task force regionale – abbiamo molti più medici e infermieri rispetto a prima e che, passata l’emergenza, resteranno negli organici degli ospedali. Questo potrà agevolare lo smaltimento delle liste di attesa che pure ci aspettiamo”.

Un quadro più preciso, come detto, lo si potrà avere fra qualche giorno. Ma bisognerà fare i conti anche con i nuovi focolai che per l’Organizzazione Mondiale della SAnità saranno inevitabili con le riaperture.

 

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