BRINDISI- Sono tre le misure cautelari in carcere emesse dal gip presso il tribunale di Brindisi, su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di altrettanti soggetti, ai quali è stato contestato di aver commesso in concorso, il reato di tentata estorsione. Le indagini, delegate alla Squadra Mobile di Brindisi, sono scaturite dalla denuncia presentata dal titolare di un Istituto di Vigilanza. Quest’ultimo, lo scorso settembre aveva riferito agli agenti quello che era accaduto:un suo dipendente era stato avvicinato da tre soggetti, i quali, con atteggaiemnto intimidatorio, gli avevano chiesto se il suo datore di lavoro fosse stato disposto a corrispondere una imprecisata somma di denaro per far sì che si interrompesse la sequenza di furti posti in essere, in quel periodo, ai danni di numerose ville della Valle d’Itria, molte delle quali abbonate proprio ai servizi di Vigilanza di quell’Istituto. Le indagini scattate immediatamente hanno permesso di acclarare il fenomeo dei furti, soprattutto nella zona di Cisternino, qui il numero dei furti stava diventando un vero e proprio allarme sociale. A fronte, infatti, dei 154 furti in abitazione registrati nel 2018, ne erano stati riscontrati ben 183 nel 2019, tanto da indurre il Prefetto della Provincia di Brindisi a convocare riunioni tecniche e un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla richiesta di “protezione” l’uomo ha cercato di temporeggiare, nel frattempo sono partite le indagini che dapprima hanno portato all’identificazione di due dei tre malfattori, solo successivamente si è giunti all’identificazione certa anche del terzo componente della banda. Sono così scatatte le manette per un 48enne, un 59enne ed un 50enne