LECCE- L’iter è formalmente chiuso e nei prossimi giorni è atteso il responso definitivo sul progetto dell’impianto di compostaggio che la società Metapulia vorrebbe costruire nella zona industriale di Lecce, per una capacità di 55mila tonnellate di frazione umida trattata in un anno. In mattinata, durante l’ultima seduta della conferenza dei servizi, in Provincia, sono arrivati alcuni pareri mancanti.
Per Metapulia la strada pare in discesa.
C’è, tra gli altri, il nulla osta della Asl; c’è il parere di Arpa, positivo con prescrizioni; era già arrivato il parere favorevole dell’Asi, che ha espresso sì alcune riserve di carattere urbanistico ma che non sono incompatibilità. C’è, invece, il no netto del Comune di Surbo, che contesta le distanze rispetto al centro abitato. “Siamo convinti – ha commentato Piero Seracca Guerrieri, manager della società – che questa posizione possa essere sorpassata, come ha detto Arpa nel suo parere, con una riduzione delle unità odorigene al camino, prescritte nella misura del 20% in meno rispetto alle migliori tecnologie disponibili”.
Manca all’appello il parere del Comune di Lecce, nelle sue articolazioni di Ufficio Ambiente e Ufficio Urbanistica. “Arriverà nei prossimi giorni – precisa l’assessore Rita Miglietta – tempo che ci serve per sedimentare in maniera più approfondita i pareri degli altri enti e la nota dell’Ager, depositata la volta scorsa”.
In quella nota, si ricorda la possibilità di ospitare nella stessa zona industriale di Lecce un impianto pubblico, opportunità che il Comune ha reso nota negli ultimi mesi e che potrebbe mettere fuori gioco Metapulia, anche se ad oggi il Piano regionale rifiuti non ha subito modifiche e si procede a bocce ferme. Quanto quella possibilità possa davvero incidere lo si saprà nei prossimi giorni. Se incasserà il via libera, Metapulia ha già fatto sapere che è pronta a costruire e mettere in funzione l’impianto entro 18 mesi, per un investimento da 20 milioni di euro.