NARDO’- Il Piano coste di Nardò, uno dei pochi adottati in Puglia, resiste ai ricorsi anche in appello e diventa definitivamente blindato. A deciderlo è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto tre ricorsi contro la delibera di adozione del Piano, approvato dal Consiglio comunale il 31 luglio 2017.
Lo aveva già fatto il Tar Lecce, due anni fa, dichiarandoli, per motivi diversi, inammissibili o infondati. A presentarli il proprietario di un ristorante di Sant’Isidoro, di una società titolare di un’altra concessione demaniale in località Serra Cicora e di una società proprietaria di un ristorante/bar in località Lido dell’Ancora: per tutte e tre le attività, il Piano coste prevede che, alla scadenza, le concessioni demaniali non possano essere rinnovate in automatico. Nessuno dei tre, in sostanza, può vantare una posizione giuridica tale da poter avere un rinnovo d’emblée della concessione, poiché possono avere solo l’interesse a partecipare a una procedura di evidenza pubblica per l’affidamento delle aree “concedibili”.
Con tre sentenze pubblicate due giorni fa, dunque, i giudici di secondo grado hanno sposato le ragioni di Comune e Regione ritenendo la pianificazione legittima dal punto di vista formale e sostanziale.
Il Piano, insomma, individua quindi in modo corretto le modalità di utilizzo del litorale marino e ne disciplina gli usi sia per finalità pubbliche che per iniziative private.