LECCE- L’udienza è stata rinviata al primo luglio: il collegio difensivo dovrà avere il tempo di esaminare ben 23 nuove intercettazioni telefoniche e ambientali. Si è aperto così il processo sulla Banca di Credito Cooperativo Terra d’Otranto: in mattinata, nel corso dell’udienza preliminare, a depositare nuova documentazione è stata la Pm Carmen Ruggiero. A suo dire le intercettazioni saranno determinanti per delineare il ruolo di Giancarlo Mazzotta, sindaco di Carmiano ed esponente azzurro, all’interno del Consiglio di amministrazione della Banca nel quale, secondo l’accusa, avrebbe esercitato pressioni nel maggio 2014 in occasione del rinnovo dell’assemblea, nel ruolo di socio ed amministratore.
Secondo il giudice l’illecita influenza dell’assemblea non ci fu. Al termine dell’udienza, di fatto, il gup Sergio Tosi ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per questo reato nei confronti di Giancarlo Mazzotta, il fratello Dino Mazzotta; Italo Potì, vice presidente uscente, e Tommaso Congedo, direttore della filiale. Cosa accadrà alla luce delle 23 nuove intercettazioni è presto per dirlo.
Intanto resta in piedi l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso per la quale sono in 5 ad andare a processo oltre a Mazzotta: Luciano Gallo, 50 anni, di Martano; Ennio Capozza, 62 anni, di Lecce, visurista a contratto per la banca; Giovanni Mazzotta, 53 anni, di Monteroni, detto “Gianni Conad”; Saulle Politi, 46 anni, di Monteroni; Maria Grazia Taurino, 53 anni, di Carmiano, addetta ai mutui.
Rispondono a vario titolo di estorsione aggravata dal metodo mafioso, tentata e consumata violenza privata, tentata concussione. Sono assistiti dagli avvocati Massimo Bellini, Luigi e Roberto Rella, Carlo Sariconi, Laura Minosi, Paolo Pepe, Antonio Savoia e Paolo Spalluto.
Una vicenda giudiziaria ricca di colpi di scena, come le dichiarazioni del collaboratore Tommaso Montedoro che riguardano proprio Mazzotta e categoricamente sempre smentite da quest’ultimo.
L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Campi Salentina. Già il 14 maggio del 2014 vi furono una serie di perquisizioni ed i sequestri nella sede di viale Leopardi, a Lecce, dell’istituto di credito. Il collegio difensivo avrà tempo fino al primo di luglio per spulciare le 23 nuove intercettazioni, poi il processo entrerà nel vivo.