BARI – “La Puglia ha già dato“. Così il ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ribadisce la posizione del governo sull’approdo ad Otranto del gasdotto Poseidon.
Già nel mese scorso è stato il premier Conte a parlare chiaramente del parere contrario di Palazzo Chigi sul tratto finale del secondo gasdotto. E Di Maio, infatti, ha aggiunto che questo “è un dossier nelle mani del Presidente Conte ma è chiaro ed evidente – ha ripetuto – che la Puglia ha già dato”.
Il vicepremier ne ha parlato a Bari, in un partecipato incontro elettorale alla presenza dei candidati sindaco e al Parlamento europeo. Nell’incontro si è parlato dei temi caldi sul fronte nazionale: anzitutto il rapporto con la Lega. “Faccia proposte e non solo titoli – ha detto il capo politico dei grillini rispondendo al collega Salvini che attribuisce al Movimento 5 Stelle solo risposte negative –. Si dice no alle proposte scritte – ha continuato Di Maio – le sto ancora aspettando”. Quanto ai sondaggi che vedrebbero il Carroccio in calo: “Non guardo mai i sondaggi – ha replicato – se avessi voluto guardarli in questi 11 mesi di governo avrei dovuto decidere di non muovermi in nessuna direzione”.
E al ministro Fontana che punzecchia Di Maio asserendo che si è “convertito alla Lega” per l’intenzione di varare il decreto sulla famiglia, dice: “Sposteremo i soldi che avanzano dal reddito di cittadinanza, un miliardo di euro, sulle famiglie che fanno figli, che hanno figli, su quei giovani che vanno via dall’Italia e che non hanno nessuna certezza perché quando vogliono mettere al mondo un bambino non sanno come sostenere le spese e garantigli un futuro dignitoso. Questo è quello di cui ci occuperemo nelle prossime settimane. Tutto il resto sono battute e folklore“.
L’iva, ha aggiunto Di Maio dal palco, non aumenterà nel 2019. La legge sul caporalato “va verificata per capire se colpisce solo chi si comporta male o anche chi è nel giusto”, addossando ulteriori carichi di burocrazia. Ultimo passaggio è stato sui vitalizi regionali: “Abbiamo convinto le Regioni a ridurli solo con la minaccia di tagliare loro 70 milioni di euro”.