LECCE- In una grotta sotterranea posta a due metri di profondità e a cui si accede da un pozzo dismesso, erano stati nascosti 2 chili di marijuana e 55 grammi di cocaina ma anche una pistola calibro 22. I carabinieri si sono calati anche lì durante la perquisizione disposta presso Masseria Manzi, alle porte di Lecce, sulla base del decreto firmato dal pm Paola Guglielmi. In carcere sono finiti due cugini, Pompeo e Teodoro Vitale, di 39 e 20 anni.
Era una vera e propria fortezza, quella Masseria, isolata e presidiata da un sistema di videosorveglianza imponente. I carabinieri delle stazioni di Surbo e Santa Rosa avevano iniziato a maturare sospetti notando quel continuo viavai di soggetti che, solo per pochi minuti, si recavano lì, per acquistare probabilmente della droga.
All’alba di venerdì, è scattato il blitz dei militari, coadiuvati anche dai colleghi della stazione di Monteroni, della sezione operativa e radiomobile della Compagnia di Lecce e dal nucleo investigativo del Comando provinciale. Una perquisizione in piena regola: sono intervenuti anche il nucleo cinofili di Modugno e lo squadrone cacciatori Puglia con gli elicotteri.
Nell’abitazione di Pompeo Vitale sono stati ritrovati 80 grammi di cocaina e 190 di hashish, mentre in quella di Teodoro altri 17 grammi di cocaina e 12 di marijuana. Durante le fasi di perquisizione, uno degli arrestati ha tentato di disfarsi di parte della sostanza stupefacente gettandola nel wc, ma è stata recuperata interrompendo il flusso degli scarichi idrici.
Ciò che ha destato stupore, però, è stata proprio la presenza di decine di telecamere collocate lungo tutto il perimetro della proprietà. Da quelle i Vitale riuscivano a controllare tutto e da quasi tutti gli ambienti dell’abitazione, compresa la camera da letto, oltre che dalle abitazioni limitrofe in uso ai parenti.