PARABITA- Al timone del Comune di Parabita restano i commissari prefettizi. Il Tar Lazio ha respinto l’istanza cautelare presentata dagli ex amministratori della giunta del sindaco Alfredo Cacciapaglia. Il ricorso era stato presentato dopo la decisione di prorogare la gestione commissariale straordinaria per il Comune che è stato sciolto per infiltrazioni mafiose del clan Giannelli, sgominato in seguito all’operazione Coltura del Ros.
La discussione in Camera di Consiglio si è svolta ieri e la decisione del Tar è motivata dal fatto che la gestione commissariale è prossima alla conclusione, visto che si voterà il 26 maggio. I giudici hanno, però, contestualmente fissato l’udienza pubblica ravvicinata al prossimo 3 aprile, sottolineando, comunque, la necessità di un giudizio di merito per “contemperare i contrapposti interessi”, come evidenziato in discussione dall’avvocato Pietro Quinto, che assieme al collega Luciano Ancora rappresenta gli ex amministratori.
Al prossimo appuntamento elettorale, la compagine politica che faceva capo a Cacciapaglia chiede di arrivare con una chiara pronuncia del Tribunale sulla legittimità o meno della proroga dello scioglimento del Consiglio, ciò che, a loro avviso, dove verificarsi solo in presenza di “casi eccezionali”, come previsto dalla legge.
Si rimane in attesa di conoscere l’esito del ricorso per revocazione già discusso innanzi al Consiglio di Stato, riguardante la tempestività dell’appello proposto dall’Amministrazione Statale contro la sentenza del TAR Lazio, che aveva disposto l’annullamento dello scioglimento del Consiglio Comunale di Parabita.