LECCE- Pensare alla macchia mediterranea anche come possibilità economica, legata al mondo delle spezie e della ristorazione. Oppure ai fichi, ai melograni e agli altri frutti minori attorno ai quali costruire una nuova filiera produttiva. E poi l’olivo, sempre l’olivo, anche se al momento le possibilità di reimpianto restano limitatissime, ridotte alle piante ritenute resistenti al batterio Xylella, cioè Leccino e Favolosa.
Gli agricoltori delle tre province salentine vogliono ripartire da qui e lo hanno dimostrato partecipando in massa, con 608 manifestazioni di interesse per una superficie di 13.750 ettari, alla chiamata del contratto di distretto “Programma di rigenerazione nei territori colpiti da Xylella Fastidiosa” in cui ha un ruolo di raccordo il Distretto agroalimentare ionico salentino.
Si parte dai 5 milioni di euro stanziati dalla legge Finanziaria 2018, a cui si aggiungeranno ulteriori 5 milioni di investimenti privati, visto che le aziende si sono dimostrate disponibili a cofinanziare al 50 per cento. Serve però dare continuità con il rafforzamento delle dotazioni finanziarie.
“Si tratta di un risultato entusiasmante che premia il percorso di partecipazione che abbiamo attivato – dice il presidente del Dajs, Pantaleo Piccinno – grazie alla collaborazione delle Organizzazioni Professionali agricole e degli Ordini degli Agronomi, dei Periti Agrari e degli Agrotecnici delle tre provincie pugliesi. Gli agricoltori salentini credono fermamente nella rigenerazione produttiva ed ambientale del proprio territorio mediante il ripristino del potenziale produttivo olivicolo con nuovi impianti di olivo di varietà resistenti al batterio, la diversificazione produttiva con impianto di vigneti e frutteti, l’investimento nelle strutture produttive con oleifici che si reinventano e cantine che vogliono cogliere sfide più ambiziose; significative le manifestazioni di interesse delle Organizzazioni di Produttori del settore, tali da coinvolgere anche le piccole e micro aziende olivicole. Ma il dato più significativo è che gli agricoltori salentini si dichiarano disponibili a sostenere il piano di investimento con risorse proprie fino al 50%. E’ questa una vera dimostrazione di amore nei confronti del nostro territorio, fatta proprio da chi in questa terribile vicenda è risultato parte lesa.
La scadenza per presentare progetti da finanziare era il 30 novembre. Nei prossimi giorni invieremo un dossier al Ministro Centinaio ed al Presidente Emiliano, chiedendo che questa irrefrenabile voglia di ripartire manifestata dalle aziende agricole salentine, non venga delusa, ma sia accompagnata su un percorso di attuazione pluriannuale concordato, condiviso e partecipato.