LECCE- Gli episodi che vengono contestati ad Antonio Torricelli nell’inchiesta sulle case popolari si fermano al 2015. Mancano quindi i presupposti per le esigenze cautelari. Questo il primo punto sul quale si è soffermato l’avvocato Luigi Covella, difensore dell’ex consigliere comunale a Palazzo Carafa nella discussione davanti ai giudici del Tribunale del Riesame per chiederne la scarcerazione.
Poi c’è il fatto che Torricelli non ha mai avuto denunce o iscrizioni e infine, naturalmente, i motivi di salute e la sua età. Un appello al Riesame avanzato dalla difesa dopo che il gip ha rigettato la prima richiesta di scarcerazione avanzata dal suo legale con l’ok della Procura per una sostituzione della misura cautelare: dai domiciliari, ai quali è sottoposto dal 7 settembre scorso, all’obbligo di dimora. All’ex vicepresidente del Consiglio comunale e personaggio chiave dell’inchiesta viene contestato il ruolo di promotore ed organizzatore dell’associazione a delinquere finalizzata a garantire favori, l’abuso di ufficio, la corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.
Secondo il gip Giovanni Gallo, che ha firmato l’ordinanza, Torricelli forniva l’apporto indispensabile per la realizzazione, unitamente ai sodali (ed in particolare ad Attilio Monosi) delle iniziative strumentali a dare veste legale al sistema di illecita gestione degli alloggi di edilizia residenziale, con particolare riferimento sia all’approvazione del regolamento n. 40/13”. L’associazione a delinquere è stata confermata dal Riesame anche per gli altri indagati, così come emerge dalle motivazioni dei giudici depositate, per Monosi in queste ore. A Monosi quindi viene riconosciuto il ruolo di capo e promotore dell’associazione, ideatore, sin dall’inizio del suo mandato, delle iniziative strumentali a dare “veste legale” al sistema dell’illecita gestione degli alloggi parcheggio di proprietà comunale e ribadito quindi quanto già scritto nell’ordinanza del gip.
I giudici, con presidente Silvio Piccinno, avevano confermato i domiciliari sia per Monosi che per Pasqualini e Gorgoni.