Lecce vietata per 3 anni a un noTap: “così mi impediscono di lavorare”

LECCE – Come altri 15 manifestanti antigasdotto, qualche giorno fa ha ricevuto anche lui il foglio di via dalla Questura, il provvedimento che gli impedisce di entrare nel territorio di Lecce e frazioni per i prossimi tre anni. Quell’atto, però, non è solo limitativo della libertà di circolazione. Per un notap che risiede nell’hinterland del capoluogo (e di cui omettiamo il nome per riservatezza), quel foglio di via si sta trasformando nell’impedimento del diritto al lavoro, visto che i lavoretti con cui si mantiene di fatto vengono quasi tutti svolti a Lecce.

All’attivista noTap è contestata la partecipazione a manifestazione non preavvisata e la presenza alla contestazione nei confronti di Massimo D’Alema, ospite di Arci per un incontro sul centenario della rivoluzione russa.

Eppure, per chi lo conosce, è risaputo che l’attivista in questione è tra coloro che nel variegato movimento noTap cercano di fare da paciere, prendendo le distanze da eventuali contestazioni violente. Tant’è. Ora si prepara il ricorso al Tar contro il provvedimento della Questura, anche perché gli impedisce non solo di lavorare ma anche di accompagnare i suoi anziani genitori, malati, dai medici che li hanno in cura.

Sarà il tribunale a valutare il bilanciamento degli interessi, tra il diritto alla salute, al lavoro e alla socialità da un lato e presunte ragioni di ordine pubblico dall’altro.

 

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