GALLIPOLI- Finisce con una guerra di esposti la possibilità concessa alla società Orione srl di aprire un bar-punto ristoro nel castello di Gallipoli. Il gruppo Gallipoli Futura ha scritto alla Procura, alla Corte dei Conti, alla Regione e al responsabile del Sac per denunciare una presunta lesione del patrimonio storico-artistico.
I fatti: il 23 maggio scorso, il dirigente del settore Commercio del Comune ha sottoscritto un contratto con la società, mettendo a sua disposizione anche beni, come lavastoviglie, friggitrice, celle refrigerate, vetrine calde e fredde, acquistati da Palazzo Balsamo in precedenza con fondi pubblici del “Sac Salento di mare e pietre”. Il tutto, secondo il gruppo che ha come referente politico Flavio Fasano e la consigliere comunale Cosima Della Ducata, comprato per altra destinazione d’uso.
Quell’atto dirigenziale è stato poi confermato, due giorni dopo, da una delibera della giunta che ha previsto anche la possibilità per il gestore di concedere in subappalto l’attività di somministrazione.
“Chi si nasconde dietro la Orione srl per gestire il così tanto generosamente concesso, prestigioso e unico per posizione bar-ristorante?”, attaccano da Gallipoli Futura, ricordando che il sindaco Stefano Minerva ha dichiarato che dal 31 marzo tutte le licenze per somministrazione di bevande e alimenti sono sospese.
Il castello angioino, intestato al Demanio e da sempre grande attrazione turistica della città bella, è gestito dalla società magliese Orione srl già dal 2013, dopo gara pubblica. Lo scorso anno, una convenzione integrativa ha concesso la possibilità di svolgere all’interno ulteriori attività. Il 13 marzo scorso, poi, la Orione ha presentato al Comune una Scia per poter avviare nel maniero un bar-ristorante, attività non compresa nei precedenti accordi concessori ma per la quale non ci sarebbero impedimenti, secondo la delibera di giunta di fine maggio.
Quale il ritorno per l’ente? Il fatto che sia esentato dall’impegno di versare un forfettario annuo alla società pari a 9.900 euro. Inoltre, il Comune conserva il diritto di usufruire del bene per dieci giornate l’anno per eventi e manifestazioni varie.
Nulla, secondo il gruppo di opposizione, in confronto all’occasione data al gestore privato di avviare lì un bar-ristorante.