OTRANTO-“Le affermazioni contenute nell’articolo sono diffamatorie della sua onorabilità”. Così l’avvocato dell’imprenditore Roberto De Santis scrive a “L’Espresso” dopo l’articolo intitolato “Attenti al mafiodotto”, chiedendo di pubblicare quanto il legale scrive per il proprio cliente e riservandosi di adire le vie legali.
“In particolare -si legge- il nome del mio assistito è inserito, in maniera del tutto impropria e superficiale, allo’interno di un articolo che avrebbe ad oggetto la vicenda TAP e, nello specifico, la società EGL Italia e le persone di Tognacca, Tassone e Zaur Gahramanov. Ebbene, il signor De Santis non conosce nessuna di queste persone -scrive l’avvocato Alessandra Martuscelli-, non ha mai avuto a che fare con EGL Italia, né con l’attuale vicenda TAP. Si è occupato, invece, della TAP per un breve periodo tra i 2007 e il 2010, quando era consigliere di amministrazione di Avelar, in quanto quest’ultima aveva un accordo industriale e commerciale assolutamente lecito con EGL Svizzera e non con EGL Italia”. Venuto meno, a fine 2009, l’accordo tra le due società, De Santis non avrebbe più avuto motivo di interessarsi alla questione TAP. Viene contestato, ancora, l’accostamento del nome di De Santis, alla foto di un’altra persona, sotto l’intestazione “Appalti e malavita”. Poi le affermazioni secondo cui sarebbe uno dei “quattro assi della partita segreta sul maxi gasdotto”. Questo, insieme all’accostamento del nome di De Santis a fenomeni criminali come “mafia calabrese…narcos sudamericani..“, per il legale “costituisce una condotta pesantemente diffamatoria”.
Intanto sorgono le prime polemiche per il possibile ulteriore nuovo gasdotto nel salento. Per Legambiente, “Con la firma del progetto Eastmed il rischio di due gasdotti è reale. La vicenda del Tap non può essere affrontata in maniera isolata –dice Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia– ma deve rappresentare l’occasione per discutere della strategia energetica nazionale che punti sulle fonti rinnovabili, ferme al palo da 4 anni, sull’efficienza energetica, e sull’utilizzo del gas come fonte fossile di transizione, per arrivare già nei prossimi anni a chiudere progressivamente le vecchie e inquinanti centrali a carbone”.
“Lo abbiamo denunciato in tempi non sospetti e, proprio mentre si consuma una accesissima protesta del territorio salentino per la Tap, ecco spuntare quella che suona come una vera beffa: non un gasdotto, ma due nel giro di 20 chilometri! Poseidon è in arrivo e il Salento andrà a tutto gas… sperando che non si bruci!”. Così Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia. “La cosa strabiliante –prosegue- è il silenzio che circonda questa notizia, altrettanto esplosiva come il gasdotto di Melendugno: già, perché stavolta il “grande tubo” approderà ad Otranto! Nessuno proferisce parola sul progetto di connessione tra i giacimenti di gas del Mediterraneo orientale e l’Italia. Come mai? Faccio appello a Emiliano e alla Giunta regionale e a tutti: bisogna scongiurare questo ennesimo scempio ai danni del Salento: stavolta siamo davvero in tempo per fermarlo in tempo utile, evitando di ripescare il copione fallimentare di una politica silente tanto da consentire la realizzazione della Tap”.