TARANTO- Tra i sei arrestati per l’omicidio di mala consumatosi nel tarantino lo scorso 22 luglio, ci sono anche due uomini di Taviano. Si tratta di Giovanni e Andrea Rizzo, 49 e 27anni, rispettivamente padre e figlio. L’agguato, ricordiamo, è stato consumato a Pulsano ai danni di Francesco Galeandro, pregiudicato 47enne: l’uomo fu freddato a colpi d’arma da fuoco, vicino casa, mentre rientrava con la sua Smart
A circa un mese dall’esecuzione, le immediate indagini avevano già portato a far scattare le manette a tre presunti responsabili: Vito Nicola Mandrillo, individuato come l’ esecutore materiale dell’omicidio, Maurizio Agosta come il mandante e Giovanni Pernorio, come il favoreggiatore e custode delle armi, sequestrate in seguito. Ma le indagini hanno avuto un seguito, riuscendo ad accertare l’esistenza di un vero e proprio “pactum sceleris”, finalizzato all’eliminazione fisica di Galeandro, diventato figura scomoda nella spartizione degli affari illeciti derivanti dallo spaccio di sostanze stupefacenti, al punto da indurre, secondo gli inquirenti, Agosta ad emettere l’ “ordine” di eliminarlo. Da qui la fase organizzativa, i diversi incontri e infine l’agguato portato a segno da due sicari.
Una volta ricostruito il tutto, è scatto il blitz. In azione una task force di quaranta militari con operazioni che sono state sorvegliate dall’alto da un elicottero dell’Arma e che hanno portato all’arresto di sei altre persone. A finire in carcere: Antonio Serafino, 83 anni, e Giuseppe Guaquinto, 28 anni, di Pulsano; Vincenzo Caldararo, 46 anni, di Crispiano, Giuliano Parisi, 36enne di Francavilla Fontana. Arrestai domciliari invece per i due di Taviano. Tutti sono accusati a vario titolo, di concorso in omicidio premeditato aggravato, ricettazione, porto e detenzione in luogo pubblico di armi comuni e da guerra,e favoreggiamento personale. E ancora, sono state eseguite anche numerose perquisizioni tra Taranto, Lecce, Brindisi e Roma.