LECCE- Se suo figlio si è tolto la vita, non lo ha fatto da solo. La signora Rita Bortone ne è convinta. È la madre di Ivan Ciullo, il dj salentino di 34 anni di Acquarica del Capo, trovato impiccato ad un albero a giugno 2015.
La famiglia si è opposta alla richiesta di archiviazione. Ora, con la nuova udienza, oltre a reiterare le richieste già depositate nell’atto di opposizione, hanno aggiunto altri elementi per i quali vogliono nuove, approfondite indagini. Ivan, prima di morire, aveva annunciato le sue intenzioni in un sms inviato alla persona con cui si pensa avesse una relazione. da quello che oggi dice il GPS, prima di recarsi sul luogo del decesso, aveva fatto sosta proprio a casa di quella persona. I legali chiedono poi l’analisi degli indumenti di Ivan, e nuovamente che venga eseguita l’autopsia, poiché il medico legale eseguì solo un’ispezione cadaverica. E ancora: serve l’analisi delle celle telefoniche prima che l’archivio sia cancellato. E mancano solo 5 mesi.
Il fascicolo fu aperto con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Indagini integrative sono necessarie, la famiglia non si arrende.