LECCE-Una contestazione totale. Vigorosa. E che non si è limitata stavolta solo alle parole: tavoli letteralmente rovesciati, spintoni, irruzione nel recinto destinato ai consiglieri. Per fermare i lavoratori è stato necessario che la Polizia Provinciale facesse muro, li fermasse. Tutto sotto gli occhi della Digos, che ha cercato riportare la calma con estrema difficoltà.
In più occasioni nell’arco della mattinata, si è trasformato in un caos il Consiglio provinciale convocato alle 9.30 a Palazzo dei Celestini. La rabbia dei 120 dipendenti di Alba Service è esplosa dinanzi al parere contrario che i Servizi Finanziari dell’ente hanno dato alla proposta di salvataggio della partecipata, su cui pende la richiesta di fallimento.
Duri, durissimi, gli interventi dell’opposizione, per cui c’è un “chiaro disegno di voler smantellare la società per proseguire con gli affidamenti all’esterno”. A pesare c’è anche quella frase messa nero su bianco nella delibera di approvazione del bilancio nella seduta lampo dell’8 novembre scorso ma, come reso noto da Telerama, smentita dal sito del Ministero dell’Interno: i fondi destinati alla Provincia di Lecce per strade e scuole, quasi 4,9 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità, sono arrivati, versati nelle casse dell’ente l’8 settembre scorso.
Per il dirigente del settore economico, Pantaleo Isceri, però, servono a compensare i tagli di 36 milioni di euro dettati da Roma. E in ogni caso non potrebbero essere impiegati per ricapitalizzare la società, ciò per cui servirebbero dai 3,5 ai 5 milioni di euro cash. A questo si aggiungono le risorse da indicare con certezza in un piano di risanamento futuro, impossibile, secondo Isceri, in un clima di confusione totale sui trasferimenti da Roma. Trovare la quadra è complicato. Ma lasciare affondare l’unica barca per 120 dipendenti lo è ancora di più.