COPERTINO- Spari in serata a Copertino. Nel mirino: Roberto Giancane, 43 anni, di Monteroni, già noto alle forze dell’ordine per i reati di rapina ed estorsione. La vittima, costretta su una sedia a rotelle, si trovava nei pressi del negozio della moglie, in via Piave 38, quando due i proiettili l’hanno centrata nel basso torace. Un amico l’ha trasportato d’urgenza con la sua Smart al nosocomio San Giuseppe da Copertino, dove Giancane è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ora lotta tra la vita e la morte.
A premere il grilletto, uno dei due sicari a bordo di una Fiat Brava, che si sono dati subito alla fuga. La vettura,

risultata rubata a Lecce nel 2015, è stata ritrovata dai carabinieri poco dopo in fiamme nelle campagne tra Leverano e Nardò ed ora è stata posta sotto sequestro. Intanto è caccia ai responsabili. Il pm si è recato in ospedale.
Giancane, detto “Nocciolina”, non è nuovo in tema di attentati. Il primo, nel maggio 2002, davanti al bancone di frutta e verdura di famiglia: in tre lo aggredirono e gli spararono contro 6 colpi di pistola. A causa di quell’agguato rimase invalido. E ancora nel 2011, furono sparati quattro colpi di pistola contro la sua abitazione. Per due volte invece avrebbe tentato anche il suicidio.
Ma non solo. Giancane era stato condannato a 7 anni per droga. La sua attività malavitosa si è intrecciata nel 2008 con quella di Augustino Potenza. I carabinieri lo arrestarono dopo che il suo nome venne fuori a seguito degli arresti dei latitanti Potenza e Tommaso Montedoro. E ora si cerca di capire se i due fatti di sangue siano collegati.