“Papa Giru, Amore e vendetta”: la storia vera di Don Ciro diventa un film

LECCE- Un omicidio, un prete latitante e la sua macabra morte. E’ la storia vera di Don Ciro Annicchiarico che trova spazio nel film di Tony Zecca e Mino Chetta: “Papa Giru, Amore e vendetta”. 

Si tratta di due registi alle prese con il loro quarto lavoro, in cui si riscopre il profondo legale alle radici salentine. Nel cast 70 personaggi, tra cui anche attori non professionisti, ma semplici salentini amanti del cinema e della loro terra.

Una grande squadra, impegnata per 9 lunghi mesi, a dar vita a un film ambientato nel 1800, nell’antico Salento. E’ qui che  Don Ciro (Papa Giru) e don Giuseppe Motolese si invaghiscono della bella Antonia Zaccaria. Poi qualcuno uccide Don Giuseppe e il protagonista viene accusato dell’omicidio. Tradotto nel carcere a Lecce e condannato a un esilio di 15 anni,  riesce  a darsi alla fuga,  durante la quale si dà al brigantaggio  nella zona boschiva tra Martina Franca, Grottaglie e San Marzano di San Giuseppe. Dopo oltre 15 anni di latitanza, Don Ciro viene catturato, fucilato nella pubblica piazza di Francavilla d’Otranto, il giorno seguente, dopo aver confessato di essere l’autore materiale di 70 omicidi.
Infine, la macabra punizione: la sua testa viene appesa per un anno su un orologio di Grottaglie.

Scene crude di una storia vera, in un Salento antico, fatto di mistero, passione e voglia di raccontare.


Il quarto film di Tony Zecca e Mino Chetta è già stato inviato a 4 festival del cinema in Italia, ma nel frattempo hanno deciso di  omaggiarci con una loro anteprima.

 

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