CronacaEconomia

Grana depuratori: nuovi lavori a Tricase, trattative in corso a Gallipoli e Nardò

TRICASE- Tre depuratori problematici, tre nodi da sciogliere su grandi centri costieri. Mentre a Tricase Aqp annuncia l’avvio dei lavori per 2,2 milioni di euro, a Gallipoli e Nardò si procede a rilento.
Dopo anni di rilievi legati soprattutto allo scarico a mare in uno dei luoghi più belli della costa leccese, il canalone del Rio, a Tricase viene potenziato l’impianto: passa dagli attuali 17.751 Abitanti Equivalenti (termine tecnico che definisce le quantità di sostanze organiche biodegradabili, trattabili giornalmente dal depuratore) a 25.914. Annessi lavori di modernizzazione delle linee e messa in sicurezza, finanziati con fondi Cipe e della durata di un anno.

Manovra simile quella che attende Gallipoli. In mattinata, l’incontro tra il sindaco Stefano Minerva e il presidente di Aqp De Sanctis: si capirà se è possibile investire mezzo milione di euro nella costruzione e nell’implementazione dell’impianto (pompe, vasche, filtri..). Lo scarico a mare resta la nota dolente, visto che al momento viene utilizzato solo un terzo delle acque reflue. Si punta allo spreco zero, motivo per cui l’amministrazione ha partecipato al bando Interreg per ottenere finanziamenti europei al fine di impiegare le acque per il lavaggio delle strade, nell’irrigazione del verde  pubblico. Inoltre, per consentire la balneazione lungo la costa gallipolina, l’AQP ha preso l’impegno di portare avanti lo studio di fattibilità per l’allungamento delle condotte degli scarichi, ciò che consentirebbe di rimuovere i divieti di balneazione vigenti.

In serata, poi, il tavolo tra i Comuni protagonisti di un’altra controversia, quella tra Nardò e Porto Cesareo, primo faccia a faccia dopo la delibera delle polemiche, quella con cui il 6 settembre è stato revocato il protocollo d’intesa che avrebbe consentito lo scarico del futuro depuratore di Porto Cesareo nelle acque di Torre Inserraglio. Un tentativo di disgelo, insomma, almeno tra sindaci: alla Regione Puglia e Aqp, proprio in queste ore, il sindaco neretino ha ribattuto che in quel protocollo era stata finanziata la realizzazione della condotta sottomarina, ma non l’adeguamento tecnologico dell’impianto depurativo.

La riunione tra Pippi Mellone e Salvatore Albano si è protratta fino a tarda sera. E alla fine è scoppiata la pace. L’amministrazione neretina ha aperto al collettamento dei reflui dei vicini a patto che Porto Cesareo spinga per un sistema avanzato di depurazione, su modello di quello di Fasano. Alla manifestazione del 23 ottobre contro lo scarico a mare è annunciata anche la presenza del sindaco cesarino.

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