CORIGLIANO-La discarica di Corigliano d’Otranto torna in pole position come soluzione a cui la Regione Puglia starebbe pensando per evitare una nuova emergenza, non solo nel Salento. Poche, chiarissime, parole quelle del commissario regionale per i rifiuti Gianfranco Grandaliano: “Ci serve immediatamente una discarica pubblica per traghettarci verso il modello del riciclo”, ha detto in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.
Per quanto le bocche restino cucite sul sito individuato, proprio per evitare tensioni sui territori, le opzioni si riducono al lumicino. L’impianto di Corigliano, che è di proprietà privata ma finanziato con soldi pubblici, è l’unico già pronto e attivabile da subito. Fermo restando, però, il diniego del Comune all’entrata in esercizio, visto che il sito di contrada Scomunica sorge sulla falda acquifera che alimenta i pozzi dell’Aqp.
Dunque, si tenta di capire se un’alternativa c’è: un’alternativa che sia una soluzione amministrativa per bypassare il niet del Comune, oppure un’alternativa che sia un altro luogo. Ma quale? Le vicende giudiziarie legate agli impianti di Conversano e Trani complicano gli scenari.
La ricognizione sull’impiantistica, che nelle intenzioni del commissario è da completare entro la prossima settimana, servirebbe proprio a questo, a capire che strada imboccare. E se sarà proprio quella del Salento, perché l’obiettivo è chiudere a tutti i costi il ciclo entro i confini regionali, senza spedire gli scarti fuori, come si fa ora. Di sicuro c’è che la soluzione la si vuole a breve, entro l’anno. Anche se sarà tampone, in vista dell’attivazione degli impianti di compostaggio, pronti in non meno di due anni, e di un aumento vertiginoso della raccolta differenziata, per la quale, però, ad oggi si naviga quasi al buio.