LECCE- L’opera si farà. Lo ha detto il prefetto di Lecce Claudio Palomba che nel pomeriggio ha incontrato operai, sindacati e rappresentanti politici del territorio in un incontro da più parti definito interlocutorio ma proficuo.
Il Prefetto nella prima decade di settembre parteciperà ad un incontro a Roma con il Ministro delle infrastrutture e Anas, nel corso del quale si capiranno le modalità per la realizzazione dell’opera. Una volta fatto questo, lo stesso Prefetto convocherà un tavolo tecnico e riferirà quanto stabilito.Dalle organizzazioni sindacali, presenti all’incontro, è stato ribadito che la priorità rimane, comunque, la salvaguardia dei livelli occupazionali. E Per far questo è necessario avviare i lavori già cantierizzati come la Regionale 8 e i sottopassaggi.
Intanto sulla protesta degli operai ex Palumbo che da giorni stazionano lungo la statale 275 interviene questa volta l’azienda concorrente, il gruppo Igeco. Non si può, dicono dal gruppo, strumentalizzare il disagio occupazionale che mortifica da sempre il Salento, né tantomeno identificarlo semplicemente con gli ex-dipendenti di uno dei gruppi partecipanti alla gara per la realizzazione della SS 275. Sono tanti i lavoratori disoccupati che avrebbero un posto di lavoro se partissero i lavori e il disagio non può essere identificato solo con chi ora protesta.
Ci sono anche gli operai da tempo cassaintegrati del gruppo Igeco e che compostamente non occupano le strade. Qualunque gruppo industriale dovesse realizzare la strada 275 avrebbe la possibilità di assorbire sia gli operai del gruppo Palumbo, sia quelli del gruppo Igeco, che i tanti altri che non appartengono ad alcuno schieramento in campo. La battaglia occupazionale, dicono da Igeco, non è una lotta per la difesa di questo o di quel gruppo industriale. Né il ricatto occupazionale deve essere un motivo per realizzare il raddoppio della Maglie-Leuca. Perché è l’interesse pubblico a realizzare la strada a dover prevalere, ed è quello di avere un’opera irrinunciabile sia sotto il profilo della sicurezza stradale, che dal punto di vista dello sviluppo economico e sociale del territorio.
La Maglie-Leuca è la storia del trionfo della burocrazia e della ipocrisia, dei “Ponzio Pilato” che fanno finta di non sapere cosa sia giusto fare, di non voler decidere per non schierarsi con l’uno o con l’altro gruppo di costruttori e di necessitare di tempi e luminari per interpretare sentenze. Ma le sentenze non si interpretano, si rispettano e si eseguono e, dicono da Igeco, i pronunciamenti del giudice con sentenza ormai irrevocabile, tracciano con chiarezza il percorso da seguire.