LECCE- Sensibilizzare le istituzioni, i produttori e le loro organizzazioni per definire le scelte strategiche comuni per il futuro dell’agricoltura salentina ed iniziare ad immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio che tenga conto della presenza ormai endemica del batterio Xylella fastidiosa, con il quale adesso è necessario convivere nella speranza di contenerlo.
Impegni precisi richiesti, ancora una volta dai produttori agricoli salentini, nell’incontro che si è tenuto in queste ore, organizzato da Apol, Cia ed Italia Nostra, perchè si assumano impegni precisi nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano, anche per le generazioni future, da un lato la tutela del territorio e dall’altro un equo reddito ai produttori agricoli.
Presenti oltre ai rappresentanti delle associazioni, politici locali ai quali gli imprenditori hanno o sottolineato che si è giunti alla situazione attuale perchè proprio la politica, a tutti i livelli non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare.
E’ giunto il momento di condividere “una nuova strategia per il futuro del territorio” che dovrà prevedere:
-l’adozione di una legge speciale,
-uno specifico progetto di rilancio dell’olivicoltura salentina
In questo senso sono fondamentali: l’autorizzazione al reimpianto degli ulivi seccati; l’utilizzo dell’irrigazione, anche attraverso l’impiego delle acque reflue opportunamente trattate; il sostegno all’aggregazione e all’organizzazione economica l’adozione di un unico marchio commerciale che identifichi il territorio di produzione, interventi di carattere ambientale, paesaggistico e culturale. Perchè il problema deve essere inquadrato in un discorso più ampio che vada oltre gli aspetti tecnico-economici, prendendo in considerazione anche quelli sociali, ambientali e culturali