LECCE- La Guardia di Finanza ci aveva visto giusto: il veliero che stava prendendo il largo nel mare di Otranto, era l’imbarcazione che poco prima aveva lasciato sulla costa i 37 migranti pachistani, rintracciati e soccorsi subito dopo. A bordo c’erano due uomini ucraini, riconosciuti come gli scafisti. Per entrambi è scattato l’arresto.
Il veliero, lungo 15 metri e battente bandiera turca, era stato individuato nelle acque di Porto Badisco, la notte tra mercoledì e giovedì, dalle forze dell’ordine operanti nell’ambito del piano coordinato antimmigrazione. In particolare, le pattuglie della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza avevano rintracciato i 37 uomini sulla costa, facendo subito scattare l’allarme.
In mare, le motovedette del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, competente per la sorveglianza delle coste pugliesi, con il supporto di unità del Gruppo Aeronavale di Taranto, che svolge le funzioni di Centro di Coordinamento Locale Frontex per l’operazione “TRITON 2016”, hanno individuato l’imbarcazione che si allontanava a luci spente. Gli scafisti non hanno esitato a fare manovre pericolose per sfuggire, ma i militari sono riusciti comunque a bloccarli e a far entrare il veliero, denominato EKATERINA, nel porto di Otranto.
Gli accertamenti successivi del Pool interforze antimmigrazione, istituito dalla Procura di Lecce, grazie anche alle testimonianze di alcuni dei migranti, hanno portato all’arresto dei due scafisti, V.K. 47enne e S.M. 48enne, di nazionalità ucraina, per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, rifiuto di obbedienza e resistenza a nave da guerra, inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione.