LECCE- C’è stato un freno dopo l’evasione, a novembre, dell’ergastolano Fabio Perrone, ma poi le trasferte dei detenuti dal carcere di Lecce all’ospedale Vito Fazzi, nei primi tempi scese a 20 al mese, sono tornate a lievitare, fino a numeri abnormi: 250 solo ad aprile. È la punta dell’iceberg sul rischio sicurezza squadernata in mattinata dagli agenti di polizia penitenziaria sul tavolo della Prefettura di Lecce, alla presenza della direzione Asl e della casa circondariale.
Mentre la Asl annuncia una stretta sui via libera concessi dai medici, si pianifica il cambio di passo: tra metà e fine giugno, dovrebbe essere aperto, primo in Italia, il reparto psichiatrico da 20 posti letto interno alla struttura carceraria. Ma su questo l’Osapp tira il freno a mano: “Non si può aprire se non arrivano almeno altri 50 agenti”. Poi, c’è al Fazzi un reparto speciale pronto ma inattivo per mancanza di infermieri, con dodici posti letto accanto a Neurochirurgia.
E c’è, infine, il nodo videosorveglianza all’interno dell’istituto di Borgo San Nicola, con la richiesta dei sistemi antintrusione e antiscavalco a cui dare risposta.