Aqp cerca laureati in giurisprudenza con massimo dei voti, per inquadrarli come operai

LECCE- Devono essere laureati in Giurisprudenza. Saranno inquadrati, però, con il profilo di III livello del Contratto Collettivo di settore, Gas e Acqua. Cioè, come operai specializzati. Per di più, ai dottori in legge è richiesto un voto minimo di 110/110.
Sono i punti ritenuti altamente discutibili del bando di concorso indetto da Aqp e in scadenza in queste ore.  Se ne sono accorti i diretti interessati. E chi ha studiato quel bando lo rimarca: “Se così stanno le cose – dice l’avvocato Francesco Fina – sembrerebbe evidente la contraddizione. Per avere un’idea, basta pensare che la Banca d’Italia per assumere i propri Funzionari richiede un mero 105 su 110! La giurisprudenza, infatti, è ferma nel ritenere che “Trattandosi di eccezione alla regola generale, l’inserimento dell’ulteriore requisito dato dal voto minimo di laurea deve essere necessariamente… strettamente legato alla “particolarità” del profilo professionale di qualifica o di categoria”. Insomma, se un’amministrazione vuole aggiungere il requisito del voto, deve adeguatamente motivare la scelta in base alle specificità delle funzioni da svolgere, altimenti, come stabilito da sentenza del Tar Lazio (sentenza nr. 01493 del 28.01.2015) il bando potrebbe essere viziato dall’illegittimità dell’inserimento del requisito del voto minimo di laurea.

La contraddizione del bando dell’Acquedotto, secondo il legale, “sembrerebbe ancora più evidente se solo si tiene in debita considerazione gli altri bandi indetti contemporaneamente da AQP,  che per assumere un Ingegnere Edile, delle Architettura o Elettrico si accontenta di un 100 su 110 come voto di laurea, mentre per un impiegato laureato in legge richiede il 110”.

“Vi è abbastanza – rimarca Fina – per dubitare della legittimità del bando, che sembrerebbe ledere il generale principio del favor partecipationis e della trasparenza, correttezza e buona fede, escludendo a priori e senza alcuna reale motivazione una parte degli aventi diritto che, avendo conseguito il titolo di studio richiesto o titolo equipollente, non possano parteciparvi perché con votazione inferiore, ledendo così i principi di uguaglianza, imparzialità e pari opportunità. Qualcuno potrebbe obiettare che AQP non è una pubblica amministrazione, ma dimenticherebbe che, da un lato, ha capitale pubblico e, dall’altro, che è stata la stessa AQP a indire un concorso e, pertanto, fatta questa scelta non può sottrarsi ai principi generali in materia, anche al fine di evitare favoritismi inopportuni”.

 

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