BARI- La Puglia è tra le sei Regioni che hanno depositato oggi presso la Corte costituzionale due ricorsi per conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato, avverso l’ordinanza della Corte di Cassazione. In caso di accoglimento, sarebbero ammessi a referendum altri due quesiti referendari sulla questione idrocarburi, relativi alla proroga dei titoli sulla terraferma e al piano delle aree.
L’Assemblea pugliese, con Basilicata, Liguria, Marche, Sardegna, Veneto, chiede alla Consulta di pronunciarsi: i quesiti referendari promossi erano inizialmente sei. Di questi, tre sono stati soddisfatti dalle modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2016. Altri due, secondo le Regioni, sono stati “elusi” dall’intervento legislativo.
Qualora la Consulta rilevasse il conflitto, la decisione annullerebbe le modifiche in Parlamento sui due punti. In conseguenza, rivivrebbero le norme sulle quali era stato proposto il referendum e il referendum potrebbe celebrarsi su tre quesiti: le attività petrolifere in mare, la durata dei permessi di ricerca e delle concessioni per l’estrazione, il piano delle aree.