LECCE- I lavoratori di Ateneo hanno partecipato in tanti all’Assemblea del personale tecnico-amministrativo dell’Università del Salento, chiamata ad esprimersi in merito alla posizione da assumere in ordine al Progetto di riorganizzazione delle strutture amministrative e gestionali presentato dal direttore generale dell’Università del Salento. riprendendo i temi e le preoccupazioni espresse già nell’assemblea del’8 gennaio scorso, hanno espresso profonde perplessità per la metodologia adottata nella elaborazione del progetto. “L’Assemblea -spiegano dalla Uil- ha contestato la riduzione dei margini di condivisione di un progetto di riorganizzazione redatto frettolosamente e, soprattutto, prodotto senza prevedere una tempistica tale da consentire – tanto alle Organizzazioni sindacali quanto ai dirigenti di Ateneo – di formulare contributi all’insegna di un’analisi del contesto e delle prospettive, piuttosto che all’insegna dell’ urgenza. Proporre ai dirigenti un progetto, lasciando loro 24 ore per formulare le proprie osservazioni, ha il valore di una condivisione meramente teorica. Ancor più gravemente: non coinvolgere assolutamente il delegato alla Ristrutturazione organizzativa, prof. Laudizi, può essere letto come una grave distrazione o come una impropria superficialità, quando non come un disimpegno dal Ruolo istituzionale di un Delegato del rettore. L’Assemblea ha manifestato preoccupazione per un progetto che, lungi dall’essere “semplicemente” un intervento tecnico di riorganizzazione di alcuni servizi, è invece un importante intervento di ristrutturazione, con profonde implicazioni di natura politica, destinato a condizionare le missioni del nostro Ateneo”.
L’Assemblea ha votato all’unanimità una mozione invitando a raccogliere le osservazioni che dovessero giungere dalle Organizzazioni sindacali e a rielaborare il progetto di riorganizzazione e a riformulare il progetto in sinergia con i dirigenti di ateneo. L’assemblea invita il rettore, in quanto “datore di lavoro” e rappresentante legale, a farsi garante del processo di condivisione. Il segretario provinciale Uil Rua Tiziano Margiotta dice: “In una realtà lavorativa che negli ultimi anni ha subito un profondo ridimensionamento dell’organico, una ristrutturazione di questa portata, qualora non condivisa, diventerebbe un macigno ai danni del benessere organizzativo e della motivazione di centinaia di lavoratrici e lavoratori. Ecco perché, rispetto a questa ristrutturazione, è necessaria l’assunzione di responsabilità da parte del Rettore e del Delegato di riferimento. I Lavoratori in massa si sono espressi per il No a questa Ristrutturazione”.