LECCE- Palazzine senz’acqua e rappresentanti degli inquilini sul piede di guerra, contro l’Arca Sud (ex Iacp), che a Lecce non avrebbe rispettato la legge regionale che istituisce un fondo per le morosità.
L’assessore regionale Salvatore Negro spiega che non è esattamente così e che le istituzioni si fanno carico dei morosi incolpevoli, cioè quelle famiglie poco abbienti, povere, che loro malgrado non riescono davvero a pagare le bollette.
Il rischio di interruzione dell’erogazione idrica esisterebbe, secondo Anaci, per circa 4mila famiglie che abitano gli alloggi ex Iacp della provincia di Lecce, a causa del debito di 10 milioni di euro tra case popolari e Aqp. “Solo nella provincia di Lecce, ci spiega il direttore del Centro studi Anaci, Luciano Marzo, si verifica questa situazione” a Bari, per esempio, l’Arca, nel 2015 ha messo a disposizione, così come prevede la legge, una somma, da destinare alle morosità, quasi interamente utilizzata, Stessa cosa a foggia, dove si pagano regolarmente tutte le richieste. E’ il comma 3 dell’articolo 35 della legge 10/2014 -spiega- che obbliga le Arca a farsi carico delle morosità per scongiurare il taglio delle forniture e la sospensione dei servizi”.
Negro spiega che chi è davvero impossibilitato a pagare le bollette viene sostenuto perché l’acqua non gli venga mai “tagliata”. Per gli altri, si può avviare una dilazione delle somme dovute fino al 2018.