PARIGI (di Elisabetta Paladini)- Il Salento, il mondo, i monumenti più importanti, i social, il web. Tutto è marchiato con i colori simbolo di questi giorni: Blu-Bianco-Rosso. Tre colori, un modo semplice per dimostrare solidarietà ai francesi, alla Capitale dell’Amore, oggi macchiata di sangue.
Sì, proprio Parigi, proprio quella meta che da tutti è considerata simbolo di un viaggio romantico, è stata presto colpita da una serie di attentati senza precedenti. In poche ore dalle 21.20 di venerdì 13 novembre, la distruzione ha preso il sopravvento.
Esplosioni, terroristi, kamikaze, il terrore negli occhi della gente. Gli spari e le morti. Tante vittime, tante lacrime e sangue. E oggi su quel campo da guerra, Parigi si ferma: come in un quadro senza vita, ecco che silenziosamente che continua la vita.
“E’ tutto chiuso. Ci sono molti fiori sui luoghi degli eccidi. La polizia da ancora il massimo stato di allerta. Le ricerche continuano. La città è ancora annichilita”. Ci racconta una delle nostre salentine, Anna Caputo, che in questo momento si trova a Parigi insieme alla figlia. “Tutti sono molto perplessi. Come in attesa che qualcuno spieghi come sia potuto accadere senza alcuna avvisaglia. Le autorità ma anche i negozianti chiedono sempre scusa per le attuali misure di sicurezza. Il Comune -continua Anna- ha messo a disposizione gratuitamente team di psicologi sia per le famiglie delle vittime che per tutti i cittadini”.
E così tra il silenzio spettrale e le vite spezzate, ecco che i fiori fanno da cornice a questa città distrutta, insieme a diversi biglietti e messaggi: Je suis Paris, Paris Je T’aime, Ma Capitale…e poi gli addii a chi non c’è più:
Questa è oggi Parigi. Questo è ciò che resta dopo quel maledetto 13 novembre. Non ci sono né vincitori, né vinti. C’è solo la rabbia che urla in una bolla di sapone. Perché nonostante sia facile additare, al tempo stesso non è facile mettere un “punto a questo capitolo” e voltare pagina. Siamo in guerra? Forse. Oggi è toccato a Parigi, domani potrebbe succedere altrove. Nessuno lo sa, nessuno sembra che sia in grado di riuscire a far deporre le armi. Ma una cosa è certa, né l’Isis nè qualsiasi altro terrorista al mondo potranno mai riuscire a intimorirci, a farci restare in silenzio per sempre e soprattutto a cancellare un motto, che in questo caso, non solo è francese ma di tutto il mondo. Sì quindi alla Liberté, égalité, fraternitè. No alla violenza e alla guerra!