LECCE- Perché non si parli più di Mezzogiorno come entità immobile, passiva, incapace di trovare al suo interno le risorse per camminare. E’ un Sud che preme sull’acceleratore quello a cui guardano l’Università del Salento, la Camera di Commercio di Lecce e gli ordini professionali salentini che in una lettera aperta annunciamo la costituzione di un tavolo congiunto per la programmazione territoriale.
Uno spazio di confronto e di supporto – sottolineano i rispettivi numeri uno, Vincenzo Zara, Alfredo Prete e il delegato Comitato Unitario delle Professioni, Daniele De Fabrizio – che non replichi realtà esistenti e che faccia delle iniziative imprenditoriali, professionali, formative e di ricerca il perno del rilancio del territorio attraverso uno stretto coordinamento.
La diagnosi sulla quale Università, Camera di Commercio e Ordini intendono intervenire parte da un quadro a tinte fosche ormai noto: “A giudicare dai rapporti economici che da anni descrivono il territorio in cui lavoriamo, siamo in costante emergenza – scrivono Zara, Prete e De Fabrizio -. E’ sempre più tangibile la preoccupazione collettiva sulle difficoltà economiche e la mancanza di lavoro, e tenuto conto che – con qualche rara eccezione – il sistema produttivo appare disarticolato e necessita di uno sforzo collettivo per trovare slancio, ci proponiamo, ognuno per la propria competenza (formazione, ricerca, imprese, ordini professionali) e in modo coordinato, di contribuire alla crescita delle imprese, al miglioramento della qualità del lavoro e della domanda di formazione professionale e al coordinamento di reti e filiere.
Per questo – evidenziano – è ora di parlare del Sud attivo, un Sud in cui la ricerca e la produzione, l’innovazione tecnologica e la salvaguardia dell’ambiente, la valorizzazione dei beni culturali materiali e immateriali e del capitale umano e il perseguimento della qualità media accanto alle eccellenze siano la chiave di uno sviluppo armonico e costante. E arrivano alla proposta, Zara, Prete e De Fabrizio: “Puntiamo a sollecitare la nascita di nuove imprese a medio-alto contenuto di conoscenza, leggendo in profondità il funzionamento e i bisogni del sistema produttivo per supportare i soggetti decisori nella formulazione di politiche idonee”.
Dal punto di vista metodologico – rimarcano – nella prima fase di attività il Tavolo intende agire sull’individuazione di obiettivi comuni, sulla condivisione delle strutture che possano essere di supporto ai policy maker e per la discussione di problemi ed emergenze del territorio, e nell’organizzazione e promozione di momenti di approfondimento, anche con il ricorso alle reti di esperti nazionali e internazionali.
Il Tavolo – concludono – sarà insomma un’occasione per facilitare il confronto e la condivisione di iniziative, di proposte e di progetti tra le ampie comunità in esso rappresentate, ciascuna secondo le proprie possibilità e le proprie competenze, a beneficio dell’intero territorio. La sfida è lanciata, noi siamo pronti.