LECCE- Schiavi del fotovoltaico, udienza preliminare oggi a Lecce, per il processo che si è aperto dall’inchiesta della direzione distrettuale antimafia, sullo sfruttamento di manodopera di emigranti nella realizzazione di parchi fotovoltaici del Salento.
Sono dodici le persone rinviate a giudizio, tre prosciolte. I fatti risalgono alla primavera del 2011: in centinaia, quasi tutti extracomunitari, denunciarono lo sfruttamento sui campi di silicio, costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno e anche più, sotto il sole o la pioggia torrenziale, con gli stipendi arretrati che scatenarono la prima vera rivolta, a Galatina e nel Brindisino. A loro non sarebbero stati pagati neppure contributi, ferie, malattia, straordinari.
L’inchiesta portò a galla la portata di interessi milionari per i parchi fotovoltaici impiantati nel Leccese e Brindisino e la miseria delle condizioni di sfruttamento a cui erano costretti gli operai, quasi tutti africani, impiegati sui campi. 483 persone, tutte straniere, si sono costituite parte civile. Il processo inizierà il 10 dicembre