LECCE- Il governo italiano è al lavoro per coinvolgere l’Europa nella difesa di vivaisti e agricoltori danneggiati da Xylella. Il 27 e il 28 si discuterà nel Comitato permanente per la Salute delle Piante, a Bruxelles, della vicenda dell’embargo francese e del sostegno ai nostri agricoltori e vivaisti, che hanno già subito ingenti danni. I comitati possono presentare dei pareri che vengono presi in considerazione dalla Commissione europea. Questi comitati provvedono a garantire che le decisioni e i regolamenti dell’UE in materia di salute degli alimenti e mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante possano essere attuati in modo efficace. “L’Europa spingerà la Francia a fare un passo indietro. Lunedì sono convinto che sarà presa questa posizione – spiega Paolo De Castro al telefono – perché la Xylella è stata trovata anche lì: la fonte di accesso è Rotterdam, da lì arrivano le piante infette di caffè: è lì che bisogna intervenire”.
Il Ministero delle Politiche Agricole, intanto, continua a lavorare insieme ai parlamentari europei per ottenere i ristori necessari a tenere in piedi gli addetti ai lavori salentini. Il ministro Maurizio Martina ha scritto al commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale dell’Unione Europea, Phil Hogan, in merito all’emergenza Xylella in Puglia, sottolineando “la necessità di prevedere un sostegno concreto da parte dell’Unione europea per tutelare gli agricoltori e i vivaisti colpiti, coprendo le perdite subite. Il Ministro ha anche anticipato che è stato predisposto da parte dei funzionari ministeriali un dossier tecnico dettagliato sull’emergenza, che sarà inviato a breve alla Commissione”. “L’intervento della Commissione Ue al nostro fianco – ha dichiarato il Martina – è fondamentale per far fronte ai danni provocati dalla Xylella negli uliveti pugliesi e per poter dare risposte ai tanti agricoltori e ai vivaisti della zona interessata”. Il ministro ha rassicurato i vertici europei: l’Italia sta seguendo scrupolosamente tutte le direttive sulla prevenzione, ma serve una mano concreta dell’Europa.