PARABITA- Fu uccisa ad appena due anni dalla mafia, insieme alla giovane madre. Ad ordinare la morte di Angelica Pirtoli, due anni, e Paola Rizzello, 28, fu il boss che decise di non risparmiare la piccola rimasta ferita ad un piedino, e fece tornare indietro i due sicari per finirla, la piccola fu finita dopo essere stata lasciata agonizzante per una notte intera vicino al corpo della madre già uccisa. Dopo 24 anni è stato arrestato Biagio Toma, 46enne di Parabita, ritenuto dai carabinieri del Ros di Lecce, l’esecutore materiale di quel terribile duplice omicidio.
La complessa attività investigativa ha consentito di fare luce su uno dei crimini più efferati delle cronache salentine. Madre e figlia scomparvero misteriosamente da Parabita la sera del 20 marzo 1991. Le prime indagini furono indirizzate nei confronti della malavita locale. 6 anni dopo, nel corso dello scavo di una cisterna eseguito in contrada “Tuli” venne rinvenuto uno scheletro con il solo teschio parzialmente integro. I successivi accertamenti medico legali consentirono di affermare che i resti appartenessero proprio alla donna, Paola Rizzello, uccisa con un colpo d’arma da fuoco.
Alcuni anni dopo, nel 1999, su indicazione del collaboratore di giustizia, Luigi De Matteis, si trovarono anche i resti della piccola Angelica. Per il duplice omicidio risulta indagato anche lo stesso Luigi De Matteis, affiliato, ai tempi, come lo stesso Toma, al clan Giannelli.
La giovane donna fu uccisa perchè ritenuta una testimone scomoda delle attività del clan, era stata l’amante di Giannelli, e la moglie Anna De Matteis provava rancore nei confronti della donna. Paola Rizzello, aveva intrapreso una relazione con Donato Mercuri, fiduciario del capo clan, che aveva commesso l’imprudenza di portare la donna nei luoghi solitamente utilizzati dal gruppo per occultare armi, stupefacenti ed esplosivo.. Fu Luigi de Mattei che, quando ormai il processo si avviava a conclusione , si autoaccusò del duplice omicidio chiamando in correità Biagio Toma, suo cognato come esecutore materiale, la sorella Anna De Matteis e Donato Mercuri come mandanti, incaricati dal boss Giannelli.

Toma, oggi, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Trani, tornò dalla piccola Angelica, lasciata agonizzante vicino al corpo senza vita della madre, e la finì dopo averla afferrata per i piedi, sbattendola contro il muro.