LECCE- Ha lottato per giorni, alla fine il suo piccolo cuoricino ha smesso di battere. Da ieri sera il bimbo di 15 mesi, ricoverato in coma nel reparto di Rianimazione del Fazzi, è diventato un angelo.
La sua storia è nota quasi a tutti. Era il primo gennaio quanto due giovani genitori leccesi hanno portato il loro bimbo al pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi: aveva la febbre alta, che non scendeva. Dalla visita pediatrica è stata riscontrata la presenza di placche alla gola e quindi prescritta la terapia farmacologica da seguire a casa.
La sera dopo le condizioni del bambino sono peggiorate, sabato la febbre era ancora alta e la famiglia è tornata al pronto soccorso dove, stavolta, è stata accertata una gastroenterite e disposto il ricovero. Il piccolo è stato reidratato con delle flebo. Ma la situazione non migliorava. A una nuova visita il bimbo è risultato affetto da otite. Nella notte ancora un peggioramento finché la mamma non si è accorta che il piccolo aveva perso conoscenza. D’urgenza è stato spostato nel reparto di rianimazione.
Da vari esami, è stata riscontrata un’infezione polmonare ed ai genitori è stato paventato il rischio che potesse estendersi ad altri organi. E purtroppo così è stato. La mattina dopo il bambino era in coma: aveva avuto un’ischemia. Poi è stata dichiarata la morte cerebrale. Ma il piccolo non voleva mollare. Lo scorso 10 gennaio da un encefalogramma, i medici avevano riscontrato una flebile attività cerebrale. Una piccola speranza ma che purtroppo si è spenta per sempre ieri sera.
I genitori vogliono vederci chiaro. Sin da subito si sono rivolti ad un avvocato ed hanno presentato denuncia per capire cosa sia accaduto e perché da una semplice febbre si sia arrivati al tragico epilogo. Il pm Roberta Licci aveva già aperto un fascicolo con l’accusa di lesioni personali gravissime ma ora il reato verrà probabilmente riqualificato in omicidio colposo.
Nelle prossime ore sarà disposta l’autopsia.