LECCE –Gli episodi contestati sono diversi ma lo spirito è sempre lo stesso: violenza nei campi di calcio e sugli spalti, addirittura aggressioni fisiche e dichiarazioni scioccanti nei confronti dei protagonisti della gara, arbitri e giocatori.
Tra i 4 Daspo emessi per gli episodi incriminati e che hanno avuto diversa eco sulla stampa 2 riguardano il presidente della squadra giovanile del Trepuzzi, l’imprenditore edile Vincenzo Elia, di S.Pietro Vernotico e l’altro il presidente dell’atletico Cavallino Rosario Fina.
Al primo viene contestata l’aggressione fisica all’arbitro, Giammarco Miccoli, 22 anni, colpito da una testata durante l’incontro Trepuzzi – Campi, il 12 ottobre scorso. Quando già gli animi si erano surriscaldati, la squadra di casa perdeva e l’arbitro aveva espulso già alcuni giocatori, il presidente Elia scese nel terreno di gioco e aggredì l’arbitro.
Un episodio molto simile a quello accaduto qualche giorno più tardi, il 26 ottobre nello stadio di Cavallino, quando la squadra di casa affrontava il Cutrofiano. Il giovane direttore di gara, appena 17enne, fu costretto ed interrompere la partita per mancanza di condizioni di sicurezza. Fu accerchiato dai tifosi e picchiato da due di questi, aggredito anche negli spogliatoi, tanto da finire in ospedale con traumi al volto e agli arti. Per lui una prognosi di 21 giorni.
L’episodio fu condannato da tutti, ma a destare sdegno furono soprattutto le dichiarazioni del presidente della squadra del cavallino Fina, riprese in un video amatoriale finito su You Tube, e da qui finito sulla bocca di tutti. “Pochi gli schiaffi diretti all’arbitro – si legge testualmente negli atti delle indagini: erano leggeri, potevano essere più forti. Se mi fosse capitato tra le mani l’ avrei ammazzato”.
Parole che oltre al Daspo gli sono costate una denuncia per istigazione a delinquere. Di lì a poco infatti, in altro incontro, questa volta tra il Tricase e il Sogliano, i tifosi sugli spalti lo esaltavano per questo. Una chiara emulazione, secondo gli inquirenti.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Lecce, Cavallino e Campi Salentina. I provvedimenti nei confronti dei due tifosi e dei due dirigenti, che non potranno assistere alle manifestazioni sportive per 5 anni con l’obbligo di firma per tre, sono stati emessi dal questore su disposizione del gip Antonia Martalò. Una brutta pagina per tutto lo sport salentino.