CAVALLINO-Il cliente alla cassa del punto vendita: “Scusi, è possibile sostituire questo articolo?”. “No, mi spiace, stiamo i chiudendo per sempre i battenti”.
Non c’è spazio per un cambio merce al negozio Bricocenter di Cavallino, 2.500 metri quadri nel parco commerciale del comune alle porte di Lecce: venerdì 5 dicembre sarà l’ultimo giorno di apertura e per i 24 dipendenti il bivio delineato dall’azienda può avere un costo sociale dai risvolti significativi: o accettano il trasferimento in punti vendita collocati nel Noprd Italia o andranno a casa.
La UIL TUCS per voce della segretaria provinciale Antonella Perrone manifesta la sua preoccupazione: “Venerdì 28 novembre l’azienda ci ha comunicato ufficialmente la sua decisione, esito di una strategia di ristrutturazione commerciale di carattere nazionale. Lavoriamo in concreto per ridurre l’impatto sociale dell’operazione – continua la sindacalista”. Nel dettaglio delle istanze avanzate, a Bricocenter abbiamo avanzato richieste precise per tutelare i 24 lavoratori, che vanno dalla spontanea accettazione della proposta di trasferimento in punti vendita del Nord Italia alla verifica della stabilità della ricollocazione prospettata; dalla trasformazione dei contratti da tempo parziale a tempo pieno, al monitoraggio delle opportunità professionali in sedi geograficamente vicine al Salento legate a realtà commerciali analoghe.
“Abbiamo chiesto un incontro anche al Comune di Cavallino, perché non sappiamo quale sarà il destino di quel fabbricato, ma l’amministrazione è silente – conclude Perrone: ora auspichiamo che il secondo incontro con l’azienda produca i risultati sperati in una logica di contenimento dell’impatto sociale della ristrutturazione delineata”. Cassieri e dipendenti tutti di Bricocenter vorrebbero poter continuare a dire che la sostituzione di quell’articolo è ancora possibile, perché la storia e la professionalità di lavoratore non venga mai considerata sacrificabile sull’altare di qualsiasi strategia commerciale.