LECCE- C’è un rischio caos all’orizzonte per gli inquilini della case popolari ex Iacp, ora Arca. Gli amministratori degli alloggi pubblici, infatti, annunciano di essere “costretti a sospendere i pagamenti verso tutti i fornitori”. La conseguenza più immediata e più nera sarà che negli immobili di proprietà dell’Agenzia regionale per la casa e l’abitare potrebbero essere interrotti i servizi resi ai condòmini, anche quelli minimi essenziali: dalla luce all’acqua, dalla manutenzione degli ascensori alla cura degli spazi verdi comuni, dalla pulizia delle scale allo spurgo dei pozzi neri.
Il problema è sempre lo stesso, irrisolto: a fronte di assegnatari che pagano, continua ad esserci una morosità in crescendo, abbinata ai forti ritardi che altri accumulano rispetto alla scadenza. “Nonostante le numerose richieste di rimborso – spiegano da Anaci – non è stato effettuato alcun pagamento e parallelamente è esploso il tasso di morosità, non solo per la crisi (in questo caso, si parla di morosi «incolpevoli», perché disoccupati o in cassa integrazione), ma anche per gli accordi presi fra gli ex Iacp e l’Acquedotto pugliese, accordi che non sono serviti a tamponare l’emergenza”.
Un cane che si morde la coda. «Se ne devono fare carico la Regione Puglia e le Arca (ex Istituti autonomi per le case popolari)», dicono gli amministratori.
Gli incontri con l’ente, però, non hanno partorito risultati. E dunque, livella per tutti, anche per chi le sue quote le sborsa puntualmente. Perché? Per Anaci, “ne pagherebbero le conseguenze anche le ditte fornitrici ed appaltatrici di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che, pur risultando creditrici nei confronti dei condomini, non riuscirebbero più a far fronte alle scadenze fiscali”.
Ma davvero è così difficile venirne a capo? Un suggerimento arriva da Cremona, dove a chi non è in grado di pagare le bollette dell’acqua viene offerta una possibilità: i rubinetti non vengono chiusi, ma in cambio l’utente compie lavori socialmente utili, come curare il verde pubblico, tinteggiare i muri delle scuole, assistere per qualche ora gli anziani soli. Un’idea di Padania Acque spa, l’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico, un baratto salva famiglie in difficoltà, l’anello debole su cui ogni volta si scarica il peso di tutto.