BRINDISI- Svolta nelle indagini sull’agguato del rione S. Elia,a Brindisi. I carabinieri hanno sottoposto a fermo un 31enne: Alessandro Coffa, già detenuto ai domiciliari. L’accusa è di concorso in omicidio e tentato omicidio, con colpi di pistola. Ed ora si sta valutando la posizione di un presunto complice, che era ai domiciliari ed ora è irreperibile.
Intanto, il medico legale tra poche ore eseguirà l’autopsia, ma dall’esame non arriverà alcuna sorpresa: Cosimo Tedesco è morto sotto i colpi di pistola a lui indirizzati. Qualcosa in più potrà dirla probabilmente il figlio Luca, 32 anni, quando uscirà dal reparto di terapia intensiva, anche lui raggiunto dai proiettili e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.
I carabinieri hanno indagato in ogni direzione sull’agguato e, momento, la pista più accreditata sembra essere quella del regolamento di conti tra famiglie rivali. Conti rimasti in sospeso dalla sera prima. Ma è all’ora di pranzo del giorno di festa, il primo novembre, che si è scatenato l’inferno di pallottole. Padre e figlio sono arrivati, su due auto diverse, in piazza Raffaello; sono entrati nell’androne della palazzina al civico 22 ed è lì che è avvenuto l’agguato, in cui Cosimo è rimasto ucciso e Luca gravemente ferito.
I Tedesco sono fratello e nipote di Giuseppe, ritenuto dagli inquirenti il braccio destro del boss pentito Vito Dio Emidio, conosciuto negli ambienti della sacra corona unita come “Bullone”. Le indagini sono coordinate dal pm Daniela Chimienti.