LECCE- L’avvio della procedura di licenziamento collettivo è arrivata come un fulmine a ciel sereno: una sforbiciata di 60 lavoratori ex socialmente utili sugli 83 in organico. È quanto ha comunicato la Sourceland ai sindacati il 24 ottobre scorso. Un taglio netto per il personale impiegato nella pulizia delle scuole della provincia di Lecce, già alle prese con i problemi cronici della instabilità del ruolo, ciò che, assieme ai ritardi nei pagamenti, li ha portati in strada più volte a protestare assieme ai colleghi.
Eppure, stavolta la situazione doveva essere più tranquilla: l’accordo siglato a Roma il 28 marzo scorso, dal valore complessivo di 450 milioni di euro, avrebbe dovuto garantirli per due anni, fino al 2016. Così non è stato ed è questo il motivo che sta portando il sindacato Fsi a depositare un dettagliato esposto in Procura.
Le motivazioni che l’azienda pone alla base del licenziamento collettivo attengono alla “incertezza dello stanziamento dei fondi per l’anno 2015”: al 30 giugno sono stati sbloccati 110 milioni con delibera Cipe, abbinati ai 40 erogati dal Miur, mentre ulteriori 300 milioni di euro sono in attesa di essere sbloccati per il prossimo anno.
“Ma loro tutto questo lo sapevano già e hanno firmato l’accordo di marzo”, replica il sindacalista Dario Cagnazzo, che chiede, a questo punto, la rescissione del contratto. E poi continua: “questi licenziamenti arrivano dopo che è stata erogata la cassa integrazione, dopo che l’azienda ha incassato i soldi per i corsi di formazione”.
È la Dussman ad aver ricevuto l’appalto Consip, ma ha proceduto a subappaltare fino al 30 per cento ad altre aziende, tra cui, appunto, la Sourceland. Che ora dice di non avere alternative alla dismissione dei contratti di lavoro con l’80 per cento dei suoi dipendenti, che dovrebbero accedere, dunque, alla procedura di mobilità.
A farne le spese sono sempre gli ex lsu, ma anche le scuole interessate, che avranno problemi non da poco: si tratta dei plessi magliesi del liceo scientifico Da Vinci, del Magistrale Aldo Moro, dell’istituto comprensivo e del circolo Principe di Piemonte; dell’istituto comprensivo di Scorrano e di quello statale e del Trinchese di Martano.