SAN FOCA- Il gasdotto «si farà sull’approdo di Melendugno» perchè «si tratta dell’approdo che ha minore impatto ambientale e consentirà di realizzare l’opera»: lo ha detto il viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, che insiste su san foca (non è la prima volta) a margine dell’incontro informale tra i ministri europei dell’Ambiente e dell’Energia a Milano.
E la multinazionale torna nel Salento, sulla costa di Melendugno e lo fa per proseguire con la (prevista) seconda fase di sondaggi idrogeologici. Dibattiti, incontri e proposte su possibili nuove localizzazioni del progetto a parte, sono al via le attività preparatorie per i rilievi geotecnici lungo il tracciato a terra del gasdotto ed all’interno dell’area del terminale di ricezione.
La prima campagna di prospezioni era stata avviata lo scorso giugno, “quando – sottolineano dalla multinazionale – la preventiva ricerca di ordigni nei luoghi di prelievo era stata infruttuosa.” Ora, dopo i mesi estivi, per via di un’ordinanza del sindaco di Melendugno che vietava la realizzazione di attività che potessero disturbare, in qualche modo la stagione turistica, i lavori riprendono con il prelievo dei campioni geologici per mezzo di sonda perforatrice.”
“Sono in programma in tutto 40 “carotaggi” – fanno sapere dalla multinazionale – in aree private e pubbliche, l’accesso a gran parte delle quali è stato concordato con i proprietari o con i conduttori dei fondi. Ma nei casi in cui non è stato possibile rintracciare i proprietari i sondaggi saranno effettuati comunque, grazie al decreto prefettizio del 30 maggio 2014 che autorizza i tecnici di Tap all’accesso sui punti di prelievo”.
Di Tap si parlerà nel nostro tg di mercoledì a partire dalle 12.55, ospite del direttore Giuseppe Vernaleone il country manager di Tap Giampaolo Russo. Potrete rivolgere a lui le vostre domande intervenendo via Skype grazie al contatto: trnewstalk.