BRINDISI-Una provocazione, un’iniziativa simbolica per sottolineare quella che gli esponenti No al carbone hanno definito “l’inerzia delle istituzioni” nella difesa della salute dei cittadini.
L’aria incriminata è quella di Micorosa, alle spalle della zona industriale di Brindisi, con un’ estensione di circa 50 ettari, zona paradossalmente inserita nel Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa. È qui che sabato sono stati sistemati dei cartelli per segnalare la pericolosità di un sito che viene frequentato giornalmente da pescatori, famiglie, bagnanti e percorso in bicicletta .
Eppure la zona è contaminata da rifiuti tossici altamente inquinanti. Tra il 1962 e il 1980, lì sono stati sversati circa un milione e mezzo di metri cubi fanghi tossici e residui di lavorazione industriale del petrolchimico.
Ci fu interdetta al pubblico solo nel nel febbraio 2011, con un’ordinanza del Sindaco e l’installazione di un cancello lungo la la strada principale che lascia però completamente libero l’ accesso attraverso una strada adiacente secondaria senza nessun cartello che ne indichi la pericolosità . Eppure in quel tratto le acque sono inquinate e nessuna amministrazione tra quelle che si sono succedute in tutto questo tempo, almeno dal 1995 ad oggi (data della prima inchiesta)si è preoccupata di segnalarlo.
Se ecco allora la provocazione dell’associazione no al carbone, contro quello che vie viene definito un omertoso silenzio