Omicidio Romano, la moglie in aula: “Ucciso per soldi, non per gelosia”

RUFFANO- Visibilmente emozionata, in aula , non si è neppure voltata verso quello che per una decina d’anni sarebbe stato il suo amante, ritenuto anche assassino di suo marito. Si è tenuto nelle scorse ore l‘ascolto della moglie di Roberto Romano, ucciso a Ruffano, sull’uscio di casa, nel marzo del 2012, nel corso del processo che si sta svolgendo davanti alla Corte d’Assise di Lecce, presieduta dal giudice Roberto Tanisi.

Imputato nel processo oltre a Valentini, anche Dario Traversa, amico della vittima, in casa con lui al momento dell’omicidio, ferito, e accusato a sua volta di favoreggiamento perchè non avrebbe collaborato con gli inquirenti per individuare gli assassini.

La moglie di Romano un paio di settimane fa ha scritto ai giudici, per raccontare loro una storia diversa rispetto a quella ricostruita dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Roberta Licci. Per una decina d’anni avrebbe avuto una relazione col presunto killer. Proprio la sera prima del delitto, lui stesso gli avrebbe raccontato che Traversa voleva soldi da lui, 30mila euro. E nelle scorse ore lo ha ripetuto in aula, facendo emergere un movente diverso da quello passionale, ricostruito dall’accusa. Un movente che al momento non ha conferme. Non si capisce, tra l’altro, se Valentini sapesse che Traversa fosse a casa con Romano quando, nel pomeriggio del 24 marzo di due anni fa, si recò lì.

La donna ha ricostruito quei concitati momenti. Ha dichiarato di non aver mai chiesto nulla a Traversa, dopo l’omicidio, perchè aveva paura di lui e dei suoi amici. Ma ora ha voluto parlare ora perchè ha ritenuto giusto farlo. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Francesco vergine, Francesca Conte e Mario Coppola.

 

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