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“…Tesoro, guarda che partita…”. Il Lecce cade anche a Perugia

LECCE- Nella stampa del Curi si presenta solo Franco Lerda, tecnico del Lecce. I calciatori, invece, alla spicciolata, si sistemano sul pullman. Di Tesoro, senior e junior, nessuna traccia, neanche l’ombra. I proprietari del club hanno preferito defilarsi, fuggire, evitare microfoni e taccuini. Quando si perde è la via più comoda e sicura per evitare critiche e processi. Siamo lontani anni luce da quando, in momenti critici come questo, in sala stampa si presentava, per fare un esempio, il direttore sportivo Pantaleo Corvino o Guido Angelozzi. O ancora Claudio Fenucci, amministratore delegato della società che fu di Semeraro. Altra storia, altro stile. O più semplicemente un modo diverso di fare calcio da parte di una società degno di tale nome. Così Lerda si presenta in sala stampa, pronto a rispondere alle domande. In fondo, come disse Mazzarri tecnico dell’Inter, si è pagati anche per questo.

Il Lecce di Perugia ha commesso molti errori in fase di disimpegno rendendo monche molti tentativi di contropiede. Errori spesso frutto di palleggi errati a differenza di avversari che giocavano sullo stesso terreno. Non è colpa di Lerda se la squadra si presenta in una simile condizione.

I gol sono nati da errori in disimpegno. Il primo sembrava la fotocopia di quello subito a Benevento. Il calcio di rigore è stato provocato da Melara, il quale ha commesso due errori nella stessa azione: sul lancio di un avversario tenta uno stop al volo invece di prolungare la traiettoria del pallone in qualunque modo (di testa sarebbe stata la soluzione più opportuna); successivamente non trova la forza per accompagnare l’avversario sul fondo agganciando il piede del proprio “controllato”. Ingenuità pagate a caro prezzo.

Squadra ordinata e compatta, d’accordo. Ma non era il Lecce a vincere 2-0 e si aspettava una squadra che osasse di più. Non era il Lecce a dover gestire il vantaggio. Il Perugia ha tirato pochissimo perché la squadra di Camplone, su un terreno in quelle condizioni, non aveva interesse a forza.

Il primo Lecce del Lerda bis è stato compatto, ha tenuto la giusta distanza tra linee, molti calciatori si sono sacrificati. D’accordo con Lerda.

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