Politica

Samorì corteggia il MRS. Pagliaro: “Decideremo presto”

LECCE  –  Sbarca per ora sulle plance dei cartelloni pubblicitari delle città, eccone un paio da Brindisi a Lecce. Ma sbarcherà presto anche in carne e ossa nel Salento, dove ha già ingaggiato l’ex leader dei commercianti brindisini, Tonino D’Amore e ora tenta il colpo di candidare un personaggio come Paolo Pagliaro, Presidente del Movimento Regione Salento.

È Giampiero Samorì che sembra essersi prefisso una mission impossible: essere un Berlusconi con trent’anni di meno.

A partire dalla sigla, MIR, ovvero Moderati In Rivoluzione, molto sembra richiamarsi a quel 1994 nel quale nacque la formazione politica di sua emittenza, richiamandosi alla rabbia del popolo delle partite iva.

Continuando con la collocazione politica: nel Centrodestra, distinto ma non distante dal PDL.

E concludendo con le caratteristiche personali dell’uomo, a partire dalla sua forza economica: è il quarto contribuente d’Italia, presidente di svariati CdA di aziende italiane ma anche di una banca emiliana, nonostante abbia fatto una bandiera proprio della battaglia contro le banche (o meglio, contro i privilegi della casta dei banchieri).

Insomma, la consonanza con un moderato per collocazione e incazzato per vocazione come Paolo Pagliaro era, in qualche modo, nelle cose: nelle scorse ore un incontro a Roma tra Samorì e il Presidente del Movimento Regione Salento, che lo stesso MIR in un comunicato definisce così:  “L’occasione per approfondire la conoscenza dell’impegno, delle idee ed il radicamento sul territorio del Movimento Regione Salento, apprezzandone – si legge nella nota del MIR – il Suo Leader e la sua spinta riformista ed innovatrice”.

L’augurio di Samorì è quindi che Pagliaro accetti la proposta di candidatura al Parlamento, per poter consolidare, con le sue idee, l’ambizioso progetto di ricostruzione e riaggregazione dell’elettorato moderato ed anticomunista che in Puglia, vuole emergere contro il falso statalismo di Vendola, contro il travestimento ‘liberale-centralista’ del Partito Democratico ed il Patto d’Onore, tradito dal Premier Monti, con l’alleanza Casini-Fini-Montezemolo.

L’idea, in buona sostanza, è di un Patto Federativo tra i due movimenti e di una candidatura al Senato di Pagliaro. Che per ora non si sbilancia e prende tempo, anche al fine di prendere una decisione insieme ai suoi. “È una proposta che ci lusinga e di cui siamo grati a Samorì – dice Pagliaro – ma ci siamo presi qualche giorno per la risposta: lunedì ne parleremo in un Direttivo perchè le decisioni si prendono insieme”, conclude.

Il corteggiamento, insomma, va avanti… e l’idillio tra l’imprenditore modenese e l’editore salentino ha ancora bisogno di tempo per sbocciare.

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