Cronaca

Armi e droga, retata nel sud Salento

LECCE – Aggressioni, tentati omicidi, armi, droga: 5 arresti nel Sud Salento. In manette, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Ines Casciaro, su  richiesta del Pm Giovanni De Palma, un gruppo di giovanissimi che nella zona avrebbero seminato il terrore, rendendosi protagonisti di una serie di assalti e colpi milionari, oltre che di episodi decisamente più cruenti, come violenze, minacce, sparatorie e tentati omicidi. Tutto dal 2004 ad oggi.

Nei guai 5 ragazzi, di età compresa fra i 28 ed i 34 anni, definiti dagli investigatori le ‘nuove leve della criminalità’.

Non quella organizzata, però, trattandosi di persone che avrebbero agito in maniera autonoma senza alcun collegamento fra loro.

Antonio e Marco Galati, 34 e 29 anni, di Supersano, figli del collaboratore di giustizia Silvano, Orazio Preite, 28enne di Taurisano, Emanuele Toma, 32 di Taurisano anche lui e Antonio Fernando Vizzino, 29 di Supersano. Rispondono, a vario titolo, di detenzione di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, lesioni, porto abusivo d’arma da fuoco.

L’indagine, condotta dagli uomini del Commissariato di Taurisano, diretti dal Vicequestore aggiunto Salvatore Federico, ha preso le mosse dal tentato omicidio avvenuto nel gennaio dello scorso anno a Supersano, davanti ad un bar del centro.

Nel mirino, un 35enne del posto, Marco de Vitis, illeso nonostante i 5 colpi di fucile esplosi al suo indirizzo. Per quel gesto fu indicato come presunto responsabile Antonio Galati.

Denunciato per tentato omicidio, in mancanza della flagranza, fu però arrestato perchè trovato in possesso di armi e munizioni. Il suo arresto mise in moto la macchina investigativa, portando alla luce una serie di episodi criminali il più delle volte mai denunciati.

A dipanare la matassa sono state le innumerevoli intercettazioni telefoniche attraverso le quali gli inquirenti hanno potuto ricostruire gli avvenimenti più significativi come l’aggressione ai danni di un bagnino di Torre San Giovanni, pestato a sangue e gettato in acqua, solo per aver rimproverato due ragazzi che si erano avvicinati troppo a riva con l’acquascooter. Grazie alle intercettazioni è stato possibile risalire ai presunti autori del pestaggio, Toma e Preite, destinatari del rimprovero.

Fatto, questo, di cui non si era saputo nulla.  Come di altri episodi. Il gruppo avrebbe avuto vita facile. Nessuna denuncia, nessuna segnalazione. Nemmeno per un’altra aggressione armata, stavolta per motivi passionali, ai danni di un giovane di Taurisano, la cui auto fu crivellata di colpi di fucile.

E il possesso delle armi, anche clandestine, è più e più volte confermato nel corso delle indagini, anche se al momento non è stato ancora eseguito alcun sequestro.

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