Cronaca

‘Patriarchi verdi’ a rischio, ambientalisti all’attacco

LECCE – “Gentile Presidente, Gentili assessori, Gentili consiglieri, con la presente lettera manifesto tutta la mia forte preoccupazione e totale contrarietà circa la proposta di modifica riguardante la legge di ‘Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali’”.

Iniziano così, senza troppi giri di parole, le missive che gli ambientalisti salentini stanno inviando, a raffica in queste ore, ai rappresentanti eletti in Consiglio regionale.

Nel mirino finisce l’emendamento che il 5 settembre scorso è approdato in seno alla V Commissione Ecologia e presentato proprio dal Presidente, il democratico Donato Pentassuglia e dal Consigliere pidiellino Pietro Iurlaro.

Una proposta bipartisan che nella sostanza potrebbe diventare una maxisanatoria che fa salve le lottizzazioni accordate prima del 2007, anno di entrata in vigore della legge, pur se  ricadenti nelle aree in cui sono stati censiti ulivi monumentali.

L’articolo che si vuole aggiungere al testo della legge spiega, infatti, che si “tende a recuperare un aspetto di salvaguardia dei piani urbanistici e dei diritti acquisiti da strumenti urbanistici attuativi sottordinati a piani e/o programmi approvati prima dell’entrata in vigore della legge regionale 14/2007”.

Dunque, la deroga, oggi esistente esclusivamente per motivi di pubblica utilità o per opere i cui procedimenti autorizzativi siano stati completati alla data di entrata in vigore della legge, si dovrebbe estendere anche alle lottizzazioni concordate nei piani regolatori pre 2007. La proposta, tuttavia, non esclude il parere paesaggistico e non prevede l’abbattimento, ma al massimo lo spostamento delle piante. Per gli ambientalisti, invece, è il grimaldello per consentire un’ulteriore lasciapassare a villaggi turistici, capannoni, cave, strade, impianti fotovoltaici, come già denunciato da ‘Italia nostra’ in Commissione. Secondo l’associazione, inoltre, si aggirerebbe  la legge nazionale, come l’originario testo di quella regionale che prevedeva l’abbattimento di 5 alberi d’ulivo ogni biennio solo qualora indispensabile per l’esecuzione di opere di pubblica utilità o quando necessario per la costruzione di fabbricati destinati ad uso abitativo”.

“Pertanto – scrivono ora gli ambientalisti – si chiede a tutti i rappresentanti politici e amministrativi di adoperarsi a rigettare qualsiasi proposta di modifica normativa mortificante e lesiva di un patrimonio così unico, delicato e inviolabile, adoperandosi, invece, massimamente a promuovere e redigere forme normative di massima tutela, salvaguardia e piena valorizzazione di tutto il patrimonio arboreo monumentale delle terre di Puglia”.

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